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Eni, presentato il piano strategico 2007-2010

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Luci puntate ancora su Eni. L’amministratore delegato della società del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, ha illustrato alla società finanziaria il piano strategico 2007 – 2010.


Un piano che punta alla crescita in tutte le divisioni. Anche se la compagnia petrolifera italiana non fa mistero di volere soprattutto portare avanti la propria strategia di crescita ai massimi livelli nel settore nella produzione di idrocarburi, come si legge nel comunicato, con l’obiettivo di superare nel 2010 una produzione di 2 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno, con un tasso di crescita medio annuo del 3%. Un aumento della produzione che potrà essere raggiunto attraverso lo sviluppo organico in aree strategiche quali il Nord Africa, l’Africa Occidentale e la regione del Caspio, che rappresentano alcune delle aree con maggior potenziale di crescita a livello mondiale.

L’attenzione del gruppo rimane ancora rivolta al grande progetto di Kashagan, che ha rivelato potenziali al di sopra delle aspettative iniziali. Con la produzione a regime le previsioni parlano di un superamento degli 1,5 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno. L’avvio della produzione è previsto per il 2010.


Tra gli obiettivi di Eni c’è anche rafforzamento della leadership nel mercato del gas in Europa. Grazie a un portafoglio unico e diversificato di partecipazioni e contratti di approvvigionamento in questo comparto e grazie a una buona rete di infrastrutture a livello europeo, si prevede di raggiungere 2,1 miliardi di euro di cashflow entro il 2010, con un aumento medio annuo del 3%.


Le vendite di Eni aumenteranno nel Vecchio continente con un tasso medio annuo di crescita del 10% fino a superare 105 miliardi di metri cubi di volumi di vendita entro il 2010, di cui 50 miliardi di metri cubi commercializzati in Italia.


Per quanto riguarda la strategia della società guidata da Paolo Scaroni nel settore del Refining & Marketing, essa punta a massimizzare l’efficienza delle attività esistenti con l’obiettivo di raggiungere, a parità di scenario, un aumento del margine operativo (Ebit) del 40% nel 2010.  Una strategia di crescita che sarà sostenuta da un piano di investimenti pari a 44,6 miliardi di euro nel periodo 2007-2010, con un aumento del 20% rispetto al piano precedente. Intanto, Eni continuerà a creare valore per i propri azionisti e a realizzare un piano di dividendi sostenibile, mantenendo un dividend yield tra i più alti del settore.


Qualche nube, però, potrebbe addensarsi sul cielo della società di San Donato milanese. E in particolare potrebbero nascere dei problemi attorno all’acquisizione delle attività operative svolte in Congo da Maurel & Prom, società francese attiva nell’upstream. L’operazione da 1,434 miliardi di dollari, comprendente anche un asset esplorativo del valore totale di 80 milioni di dollari, potrebbe sfumare nel caso in cui Burren Energy eserciti il suo diritto di prelazione sul giacimento M’Boundi. “Ci stiamo pensando molto seriamente” ha dichiarato l’amministratore delegato di Burren Energy, Atul Gupta. La società inglese potrebbe decidere di aumentare la sua quota nel giacimento africano M’Boundi, che fa parte delle attività che ieri Eni ha rilevato.