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Eni, possibile ricorso contro tassa pro-Libia

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Eni è pronta a fare ricorso contro il Tesoro, suo maggiore azionista. Motivo? Il gruppo guidato da Paolo Scaroni non ha intenzione di mettere sul piatto 5 miliardi di dollari, in rate da 230-250 milioni per 20 anni, in nome dell’amicizia italo-libica. Una decisione che la società energetica italiana aveva contestato sin dal mese di luglio, quando un consiglio di amministrazione di Eni votò unanime l’istanza di rimborso dell’Agenzia dell’entrate. I 90 giorni previsti dalla legge sono trascorsi e non è arrivata nessuna risposta. Tutto fa supporre che i legali della società di San Donato Milanese presenteranno nel breve termine il ricorso contro l’addizionale Ires per finanziare le opere italiane in Libia. Eni punta a una revisione più mite del Trattato libico.