Eni poco mossa in attesa del pretendente giusto per Galp. In Iran nuovo giacimento

Inviato da Micaela Osella il Mar, 08/02/2011 - 12:59
Pesa ancora lo smacco Petrobas su Eni. Il titolo del Cane a sei zampe a Piazza Affari non batte ciglio: si limita a segnare un +0,33% a 18,22 euro. Le trattative per la cessione del 33,4% di Galp ai brasiliani sono sfociate in un nulla di fatto. I negoziati sono saltati a causa di un disallineamento valutativo della quota oggetto di vendita. La notizia non è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Nei giorni scorsi erano già emerse chiare difficoltà relative al valore della partecipazione: Petrobras si era detta pronta a offrire tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro, mentre la richiesta dell'Eni era nella forbice tra i 4 e i 4,5 miliardi. Entrambi i due contendenti hanno battuto i piedi. E così a San Donato la ricerca di un valido compratore continua.

In Borsa c'è chi osserva che Galp è stato comunque finora un buon investimento per Eni: dal 2000 ha generato un ritorno economico di 1 miliardi, escludendo la rivalutazione della partecipazione che supera i 3 miliardi e un dividend yield dell'1,3%. Dal canto suo l'ad del gruppo, Paolo Scaroni, lo ha detto a chiare lettere: non c'è alcuna fretta di vendere la partecipazione. "Lo faremo - ha aggiunto Scaroni - se e quando ci verrà fatta un'offerta che giudicheremo congrua. Le discussioni con Petrobras sono terminate perché non abbiamo trovato una convergenza sugli elementi essenziali della possibile transazione. Comunque - ha concluso - stiamo continuando a valutare una serie di altre opportunità per la nostra quota nella società portoghese".

Gli analisti di Centrosim ricordano che Galp capitalizza oltre 12 miliardi, quindi il prezzo di mercato della quota di Eni è di circa 4,1 miliardi. "I brasiliani non erano l'unico pretendente per l'asset portoghese di Eni: i colloqui con altri possibili acquirenti continuano", segnalano alla sim milanese. "La dismissione della partecipazione in Galp - argomenta il broker - permetterebbe ad Eni di raggiungere in anticipo gli obiettivi di leverage fissati per il 2013, di incassare una plusvalenza di oltre 3 miliardi, di poter valutare qualche piccola acquisizione o un pay out più generoso".
Per gli esperti di Intermonte la notizia è chiaramente negativa in quanto si allungano i tempi. Al di là di questo, le novità non mancano. È stata inaugurata oggi in Iran, alla presenza del ministro del Petrolio Massud Mir Kazemi, la seconda fase del giacimento di greggio di Darkhovein, realizzato dall'Eni, che porterà a 160.000 barili al giorno la produzione dell'impianto. Ne dà notizia l'agenzia Shana, del ministero del Petrolio di Teheran.

Eni, che negli ultimi dieci anni ha realizzato nella Repubblica islamica impianti per l'estrazione di petrolio e gas naturale per un totale di tre miliardi di dollari oltre che a Darkhovein, nel gigantesco giacimento di gas di South Pars, ha già annunciato che non perseguirà altri progetti in Iran finchè la situazione internazionale e geopolitica non lo consentirà. Cioè fino a quando continueranno le sanzioni e le pressioni internazionali per il braccio di ferro sul programma nucleare iraniano. Nessun impegno, dunque, ha sottolineto lo scorso anno sempre Scaroni, nemmeno per la Fase 3 del giacimento di Darkhovein, che dovrebbe portare la produzione a 260.000 barili al giorno, con un ulteriore investimento stimato in 1,5 miliardi di dollari.
COMMENTA LA NOTIZIA