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Eni non si spegne sull’S&P, Goldman fiuta dividendo ghiotto

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Eni non dà segni di voler rallentare il ritmo sull’S&P. Il titolo del colosso petrolifero si porta in rialzo dello 0,60%, marciando a quota 18,38 euro. Da inizio anno l’azione del Cane a sei zampe ha messo in portafoglio il 18,87% del suo valore. E’ stato un anno costruttivo. E l’ennesima conferma è arrivata ieri con i risultati del terzo trimestre presentati del gruppo. Un utile da guinness dei primati per Eni pari a 1,7 miliardi di euro tra maggio e settembre, oltre le attese del mercato che già scontavano il rincaro dei prezzi petroliferi. Questi, in un anno, sono rincarati del 40%, mentre i profitti sono saliti del 75% dopo ricavi aumentati del 15% a 13,7 miliardi e una produzione di 1,54 milioni di barili al giorno, in calo dello 0,7% per effetto del caro euro su certi contratti. Ebbene Michele Della Vigna di Goldman Sachs, che conferma oggi il rating in-line su Eni, fiuta un dividendo ghiotto in arrivo. “Il management ieri ha riconosciuto che la politica di remunerazione agli azionisti è da rivedere”, dice Vigna. Da tre anni il dividendo di Eni non si muove da 0,75 euro. “Questa è indubbiamente una notizia positiva, ma potrebbe già essere scontata nel prezzo del titolo in Borsa. Se prendiamo come metro il rendimento, Eni era la prima della classe nel 2001, mentre oggi è al quinto posto dopo BP, Total, Hydro e Shell”. Lodi anche dagli analisti del Credit Suisse. Secondo E. Westlake della casa d’affari elvetica, Eni è ancora un titolo in grado di fare meglio del mercato con target price a 20 euro.