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Eni, Marcegaglia su 21% contro piano incentivi: errore comunicazione, Norges voleva vesting addirittura a 5 anni

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L’assemblea degli azionisti di Eni ha dato il via libera al piano di incentivazione a lungo termine. Ma una percentuale piuttosto rilevante, pari al 21%, ha votato contro.

Così il presidente di Eni Emma Marcegaglia, nel corso della conferenza stampa seguita all’assemblea:

“Non è una delle percentuali migliori. Crediamo che ci sia stato un errore di comunicazione. Non è stata capita bene la questione dei tre anni, ma siamo confidenti che spiegando bene la cosa il voto dovrebbe salire alla prossima assemblea”.

Da segnalare che il piano prevede l’utilizzo di azioni proprie che i dirigenti potrebbero ricevere gratuitamente anche concluso il termine dell’attuale mandato del Cda al 2020, 2021 e 2022.

Partendo dalla premessa che nell’assemblea degli azionisti era presente il 63,4% del capitale, il 78,28% ha votato a favore del piano, mentre il 21% è stato contrario. Gli astenuti sono stati pari allo 0,6% del capitale.

Marcegaglia ha poi affermato che il fondo Norges Bank vorrebbe che il vesting degli incentivi fosse ancora più a lungo termine:

“Stiamo reintroducendo un meccanismo di lungo termine equity based richiesto dagli investitori con un vesting a tre anni e alcuni grandi fondi, come Norges fund, avevano chiesto addirittura un vesting a 5-10 anni. Ma forse non ci siamo spiegati bene”.