Eni: la Libia pesa su conti e produzione, outlook 2011 incerto. Titolo limita i danni

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 29/07/2011 - 10:49
Quotazione: ENI

La crisi libica si è fatta sentire sui conti di Eni, specialmente quelli relativi al secondo trimestre dell'anno. Sempre il Paese nordafricano è la causa principe dell'outlook 2011 non certo esaltante, che presenta un margine di incertezza e volatilità con la produzione di idrocarburi (scenario di prezzo di 115 dollari al barile) prevista in flessione rispetto al 2010. A Piazza Affari, dopo un avvio in ribasso di circa 2 punti percentuali, il titolo del colosso petrolifero ha diminuito le perdite e adesso cede lo 0,45% a 15,32 euro.
 
Ma veniamo ai risultati di bilancio. Eni ha chiuso il primo semestre 2011 con un utile netto di 3,8 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto ai 4,04 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Più marcata la flessione dei profitti relativi al solo secondo trimestre, scesi del 31% a 1,25 miliardi di euro. L´utile operativo adjusted ha mostrato un progresso dell'8% a 9,1 miliardi di euro nei primi sei mesi dell´anno, mentre nel periodo aprile-giugno è diminuito del 3% a 4 miliardi. Il cash flow del primo semestre si è attestato a 8,6 miliardi (4,41 miliardi nel trimestre). A fine giugno, l'indebitamento finanziario ammontava a 25,97 miliardi, in leggera flessione di 141 milioni da fine 2010 e in rialzo di 1,02 miliardi dallo scorso 31 marzo. Il gruppo di San Donato Milanese ha proposto un acconto dividendo di 0,52 euro.

La produzione di idrocarburi è stata penalizzata dal protrarsi della crisi libica: nel secondo trimestre 2011 la flessione è stata del 15% (-12% nel primo semestre) a 1,489 milioni di barili al giorno (1,758 milioni nel secondo trimestre 2010). Al netto delle perdita di produzione in Libia e dell´effetto prezzo il calo è stimato al 2%. Le vendite di gas del colosso petrolifero italiano hanno invece mostrato un progresso del 9% a 21 miliardi di metri cubi nel periodo aprile-giugno (+7% nei primi sei mesi dell´anno). Eni ha sottolineato le "nuove opportunità di crescita nel sud-est asiatico con l'acquisizione di permessi esplorativi in Indonesia e l'ingresso in due scoperte a gas nel Mar di Timor australiano". Inoltre, il gruppo guidato da Paolo Scaroni ha ricordato i "successi esplorativi in Norvegia, Usa, Ghana, Venezuela, Regno Unito, Angola ed Egitto con un incremento delle risorse Eni di 415 milioni di barili nel semestre".

"Il primo semestre 2011 ha sofferto delle mancate produzioni in Libia che hanno impattato tutti i nostri settori di attività", ha dichiarato l'amministratore di Eni, Paolo Scaroni, aggiungendo che "nel periodo abbiamo consolidato le nostre prospettive di crescita grazie al progresso sui progetti di sviluppo, agli importanti successi esplorativi e ai nuovi accordi in aree core ad elevato potenziale". Scaroni ha inoltre affermato che "i solidi risultati attesi per il 2011 e le prospettive di crescita e di redditività future ci consentono di confermare la nostra politica di dividendo e di proporre un acconto di 0,52 euro per azione". L'outlook per il 2011 non è però esaltante. "Sebbene in un quadro di graduale rafforzamento dell´attività economica globale, l´outlook 2011 presenta un margine di incertezza e volatilità a causa dell´imprevedibilità degli sviluppi legati a fattori macroeconomici e geopolitici, tra i quali in particolare l´evolvere della crisi libica".

E' quanto si legge nella nota diffusa da Eni sui conti relativi al primo semestre. Le quotazioni del petrolio, spiega il colosso italiano, sono attese in un trend solido sostenuto anche da una certa ripresa della domanda mentre è prevista proseguire l'attuale fase depressa del mercato europeo del gas dove la contenuta dinamica della domanda non è in grado di assorbire l'eccesso di offerta esistente e la forte pressione competitiva riduce la redditività degli operatori.

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