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Eni, Lehman Brothers resta “overweight” ma taglia tp a 28 euro

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Come mettono in evidenza gli analisti di Lehman Brothers, nel corso della presentazione del nuovo piano industriale di Eni, il management ha promesso di proseguire sul sentiero della crescita organica, con un incremento significativo nel budget delle spese per investimenti. L’amministratore delegato, Paolo Scaroni, ha poi risposto in maniera cauta a chi gli chiedeva delle acquisizioni, facendo sapere che sono “un’opzione ma non una necessità”. In confronto alle strategie degli altri competitor europei – Bp, Shell, Total – quella del colosso del Cane a sei zampe è simile, con una priorità sulla crescita dell’upstream e con l’investimento nel downstream focalizzato sullo sviluppo della raffinazione. “Se consideriamo che la bassa crescita di Eni nel downstream del business del gas”, affermano gli esperti di Lehman Brothers, “sia equivalente alla bassa crescita dei peer nel downstream del business petrolifero, la più grande differenza tra i gruppi sta nella valutazione delle azioni. Su queste basi infatti Eni appare ancora come il migliore investimento”. Tuttavia, gli esperti della casa d’affari hanno deciso di tagliare il target price calcolato per il colosso petrolifero nostrano, portandolo da 29 a 28 euro per azione per riflettere il minore free-cash. La raccomandazione confermata è “overweight”, ovvero “sovrappesare l’azione nel portafoglio”.