Eni, le prospettive 2011 tolgono vigore al titolo

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 17/02/2011 - 15:45
Quotazione: ENI
Segna il passo Eni all'indomani della pubblicazione dei dati di bilancio 2010 e nel giorno della formulazione di alcuni accordi con Gazprom. Per quanto concerne gli aspetti di carattere fondamentale, l'esercizio concluso lo scorso 31 dicembre ha visto il Cane a sei zampe crescere del 44,7% per quel che concerne il risultato netto a 6,32 miliardi. La vera spina nel fianco rimangono tuttavia i contratti take-or-pay che l'hanno obbligata a pagare nel 2010 anche il gas non ritirato, con un impatto negativo sui conti per 937 milioni di euro. Per quanto concerne invece il 2011, l'outlook si presenta ancora caratterizzato da incertezza e volatilità, sebbene in un quadro di progressivo rafforzamento dell'attività economica globale: le stime di Eni parlano di un prezzo medio del barile di Brent a 70 dollari, con una crescita della produzione dell'1,1%, mentre quelle di gas dovrebbero rimanere almeno pari al livello del 2010, anche a causa di un mercato europeo del metano dove la contenuta domanda non è in grado di assorbire l'eccesso di offerta esistente. A livello grafico, dopo il tentativo di oltrepassare le resistenze statiche di euro 18,72 euro lasciate in eredità dai top di gennaio 2010, le azioni hanno ingranato la retromarcia. Si tratta del classico esempio del buy on rumors, sell on news. I titoli infatti nelle ultime settimane avevano messo un corposo rally dai minimi di 15,25 euro dello scorso 30 novembre. Il movimento aveva permesso di violare la soglia dei 16,75 euro che per gran parte del 2010 ne aveva ostacolato il rialzo, favorendo così un segnale long di medio periodo. I test delle attuali resistenze di area 18,72 euro tuttavia dovrebbero nell'immediato favorire un ritracciamento. In quest'ottica va monitorato con particolare attenzione la trendline ascendente tracciata con i minimi del 30 novembre e del 30 dicembre: la violazione infatti darebbe il primo segnale di vendita. Chi fosse intenzionato ad intraprendere la strada del ribasso, puntando dunque sulla solidità delle resistenze di lungo periodo a 18,72 euro, potrebbe dunque collocare i propri ordini di vendita a 18,25 euro. Con stop a 18,80 euro, il primo target è individuato a 17,75 euro mentre il secondo è a 17,10 euro.
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