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Eni-Kashagan, l’auspicio è chiudere l’accordo entro fine anno

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Ora il negoziato per lo sviluppo e lo sfruttamento del bacino petrolifero del Kashagan potrà proseguire con la strada nuovamente in discesa per il consorzio Agip Kco, guidato da Eni e del quale fanno parte anche Total, ExxonMobil, Royal Dutch Shell, ConocoPhillips, Impex e la compagnia locale KazMunaiGaz. In extremis è stato ieri trovato ieri l’accordo con il governo di Astana per la prosecuzione delle trattative volte a ridefinire gli accordi contrattuali iniziali. L’obiettivo del governo della Repubblica caucasica di aumentare la propria quota di partecipazione al progetto tramite KazMunaiGaz sembra essere stato raggiunto.


Secondo le indiscrezioni riportate ieri dall’agenzia di stampa russa Interfax, la quota della compagnia controllata dallo Stato kazako dovrebbe salire dall’8,3% attuale al 16% circa portandosi quindi in pari con gli altri membri del consorzio i quali rinuncerebbero ciascuno a una frazione della quota stabilita inizialmente. Lo farebbero tuttavia a condizioni di mercato.

Il risultato portato a casa dal consorzio è importante considerando l’ostilità manifestata in alcuni casi dalle autorità del Kazakhstan, contrariate per i ritardi nell’avvio del progetto, slittato dal 2005 al 2011 e dall’incremento dei costi, da 57 a 136 miliardi di dollari. Contrariato dal forte incremento delle spese per il progetto, il governo kazako aveva imposto l’interruzione dei lavori nel maggiore bacino petrolifero scoperto negli ultimi trent’anni a inizio agosto, sulla scorta di asserite violazioni ambientali e irregolarità su alcune questioni fiscali. Il Parlamento della repubblica caucasica aveva inoltre approvato una legge che permetteva al governo di interrompere unilateralmente i contratti in essere nel comparto petrolifero che potessero rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale.


Ora invece la convinzione sembra essere quella di poter chiudere definitivamente l’accordo entro la fine dell’anno. Era l’auspicio del numero uno di Eni, Paolo Scaroni, ed è quanto si aspetta il ministro dell’Energia kazako, Sauat Mynbayev. Al Wall Street Journal Mynbayev ha dichiarato che, grazie alla maggiore quota nel progetto per KazMunaiGaz, ci sarà per Astana la possibilità di tenere meglio sotto controllo i costi.


Le azioni di Eni hanno aperto le contrattazioni a Piazza Affari con un rialzo di circa lo 0,30% dopo aver chiuso la seduta di ieri con un ribasso di quasi due punti percentuali.