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Eni in rosso a Piazza Affari. Focus su Iraq, Libia e Mozambico

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Sottotono Eni sulla Borsa di Milano. Il titolo sul Ftse Mib cede lo 0,34% a 17,46 euro. Equita mette in luce i temi caldi che vedono protagonista il Cane a sei zampe. A cominciare dalla chiusura degli accordi per lo sfruttamento del campo di Zubair, il cui nuovo plateau al 2016 sarà di 850 mila barili di petrolio al giorno rispetto agli attuali 320 mila (Eni è operatore al 32,8%). “Anche se l’accordo prevede un plateau più basso rispetto agli accordi iniziali, il periodo di sfruttamento è esteso al 2035 e nelle nostre stime sono inclusi ad oggi, solo dei rump-up di 15 mila barili giornalieri, anziché 50-60 mila impliciti nel nuovo plateau”. Così la Sim milanese che conferma il giudizio buy e il target price a 21,5 euro.

Dal fronte Libia, gli esperti fanno notare che i campi nel Paese nordafricano sono ancora fermi e il fenomeno bunkering sta peggiorando in Nigeria, “riteniamo quindi che le produzioni del terzo trimestre saranno deboli”, commenta il broker.

Infine, Equita sottolinea che il saldo finale della tassazione sulla cessione delle quote in Mozambico sarà di 530 milioni di dollari rispetto ai 400 milioni iniziali, includendo gli investimenti richiesti per la costruzione di una centrale da 75 MW nel paese per circa 130 milioni di dollari di investimenti. “Leggermente negativo per Eni, che non sarà operatore della centrale 100% di proprietà del governo”, concludono gli analisti.