Eni e Gazprom, conto alla rovescia per l'accordo

Inviato da Carlotta Scozzari il Mer, 14/03/2007 - 09:13
Quotazione: ENI

Italia e Russia in odore di accordo per quanto concerne l'erogazione di gas. E' quanto è emerso ieri dopo l'incontro tra il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ricevuto nel pomeriggio al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il ministro italiano degli Esteri, Massimo D'Alema. Non solo, ma Putin in un secondo momento ha anche fatto visita al pontefice, Papa Benedetto XVI, e ha incontrato il premier italiano, Romano Prodi. Sarebbero diversi e variegati i temi all'ordine del giorno affrontati nel corso dei colloqui privati e tra questi ci sarebbe quello della cooperazione industriale, del sistema bancario, della politica internazionale, dei diritti umani e, dulcis in fundo, quello dell'energia. Per i russi infatti il Belpaese è una pedina importante per quel che riguarda la vendita di gas e non sarebbe una mossa intelligente rovinare i rapporti. Andrebbe quindi anche in questa direzione il probabile e tanto chiacchierato accordo, che potrebbe essere annunciato già oggi, tra Eni e Gazprom. Quest'ultimo colosso dovrebbe così ottenere il libero accesso nel mercato al dettaglio del nostro Paese, come fornitore diretto di gas.

Vanno in direzione di un pacifico rapporto di amicizia con Mosca anche le parole pronunciate ieri dal presidente del gruppo del Cane a sei zampe, Roberto Poli, che, in occasione del foro di dialogo italo-russo, ha sottolineato che la Russia non deve rappresentare "un mero fornitore di energia", ma i due Paesi devono diventare "partner seri e veri nei due sensi". "La società energetica italiana", stando alle parole pronunciate da Poli, "è tra i maggiori esperti al mondo nella realizzazione e gestione di sistemi integrati per il gas naturale, siamo pronti a impiegare le nostre competenze in progetti di ammodernamento e potenziamento delle dorsali russe di trasporto del gas verso l'Europa e nella valorizzazione del gas remoto attraverso impianti di liquefazione". "Eni - ha proseguito il presidente del gruppo - possiede tecnologie avanzate di estrazione e produzione di idrocarburi, ma soprattutto di conversione totale del barile di greggio. Tali conoscenze potrebbero avere applicazioni straordinarie nel campo dei greggi extrapesanti e non convenzionali, risorse abbondanti in Russia. Al contempo potremmo sviluppare progetti congiunti con le società 'oil and gas' russe nel settore energetico europeo". Poli ha concluso evidenziando che "Eni ha sempre colto la diversità e le esigenze delle controparti".

Ma Eni quest'oggi è al centro del palcoscenico borsistico anche per le parole pronunciate in una intervista a Milano Finanza dal sottosegretario all'Economia, Massimo Tononi, che ha ribadito che il Governo non ha intenzione oggi come oggi di ridurre le proprie partecipazioni in Enel e nella società del Cane a sei zampe. "Ricordiamo che abbiamo poco più del 30% in Enel, Eni e Finmeccanica. Quella è la soglia dell'Opa e del contollo. Non vi è intenzione oggi da parte del governo di scendere ulteriormente", ha detto Tononi, che ha aggiunto che "Enel e Eni hanno sufficienti risorse per crescere senza che lo Stato debba ridurre la propria quota. Enel si è mossa in modo aggressivo, sul mercato spagnolo, Eni farà valutazioni analoghe, dato che in questi settori la massa critica è importante per competere con successo. Credo che vedremo altre operazioni di questo tipo".

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