Eni fiacca, torna alla ribalta un possibile accordo con Gazprom

Inviato da Redazione il Mer, 30/11/2005 - 14:27
Quotazione: ENI
Eni si distingue tra le peggiori blue chip della giornata a Piazza Affari, con un ribasso pari allo 0,82%, a quota 23,04 euro. Il titolo del colosso petrolifero nostrano è sotto ai riflettori per più motivi. L'articolo 18 del decreto che il ministero dell'Economia presto sottoporrà all'approvazione del consiglio dei Ministri il cosidetto decreto "milleproroghe", che, stando a quanto riportato oggi dalla stampa, dovrebbe prevedere un allungamento dei tempi concessi agli ex monopolisti (Eni ed Enel) per scendere al di sotto della quota del 20% nelle società che gestiscono le reti (Snam Rete Gas e Terna). Il termine inderogabile previsto dal decreto Marzano era quello del primo luglio 2007, mentre la nuova disposizione prevede che esso slitti al primo luglio 2012. Come mettono in evidenza gli esperti di RasBank, "il decreto, se approvato, avrà impatto solo su Eni, che di Snam detiene ancora il 51%, mentre non avrà impatto su Enel, che di Terna detiene il 6,1%". "La notizia riferita", affermano gli esperti della sim milanese, che sull'azione del Cane a sei zampe mantengono la raccomandazione "outperform" con target price a 26 euro, "è positiva, ma riteniamo che non possa far muovere il titolo in modo apprezzabile, anche perché la proposta era in discussione da tempo". Non solo, ma secondo indiscrezioni riportate dalla stampa estera, l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, il 5 dicembre a Mosca dovrebbe incontrare il management di Gazprom. L'obiettivo dell'incontro sarebbe quello di riavviare le trattative, recentemente naufragate, con il colosso russo, allargando il contratto di distribuzione del gas in Italia e mettendo sul piatto anche una partecipazione nelle divisioni operative di elettricità.
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