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Eni entra in Messico con lo sviluppo di tre giacimenti offshore

QUOTAZIONI Eni
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Eni si è aggiudicata ieri a Città del Messico, a seguito di una gara internazionale, un Production Sharing Contract, con la quota del 100%, per lo sviluppo e lo sfruttamento dei giacimenti a olio di Amoca, Miztón e Tecoalli, che si trovano nella Baia di Campeche, nell’offshore del Messico. Lo si apprende in una nota diffusa oggi dalla società energetica guidata da Claudio Descalzi.
“Amoca, Mitzon e Teocalli sono situati nella cosiddetta “Area 1″, in acque convenzionali e a una profondità che varia tra i 20 e i 40 metri – spiega la società – I campi sono collocati a breve distanza dalla costa, in un contesto operativo nel quale Eni ha una comprovata esperienza, operando con elevata efficienza e con bassi costi operativi”.
Secondo le stime ufficiali della Comisión Nacional de Hidrocarburos (CNH), che ha organizzato la gara, i volumi di olio in posto complessivi, per tutti e tre i campi, sono pari a circa 800 milioni di barili di olio e 14 miliardi di metri cubi di gas associato.
Eni, prosegue la nota, procederà ora alla campagna di delimitazione dei giacimenti con l’obiettivo di definire un piano di sviluppo sinergico e fast track. Delle cinque aree in gara, l’Area 1 è stata quella in cui si è registrata la maggiore competizione. L’assegnazione del blocco è soggetta all’approvazione delle autorità locali. La gara di ieri è stata la seconda asta petrolifera convocata da CNH nell’ambito della “Ronda 1”, in seguito alla Reforma Energetica del 2014 che consente anche alle compagnie straniere e locali di operare in Messico.