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Eni: domani nelle liberalizzazioni la separazione proprietaria dalla rete del gas

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E’ una storia che dura da anni e stavolta potrebbe essere arrivata al capolinea. La conferma è arrivata ieri dal premier Mario Monti in visita a Londra: la separazione tra Eni e la rete del gas sarà uno dei punti del decreto liberalizzazioni che domani verrà varato dal Consiglio dei Ministri. L’oggetto al centro della discussione è Snam, la società controllata al 52,5% da Eni proprietaria della rete dei gasdotti nazionali e di alcune pipeline estere. Nella bozza del decreto si stabilisce che entro sei mesi dovrà essere emanato un altro decreto che impone la cessione nei successivi 24 mesi. Eni, seguendo le direttive europee, aveva gi attuato la separazione “funzionale” da Snam. Separazione che tra due anni dovrà diventare proprietaria.
 
Secondo la maggior parte degli analisti il candidato ideale per l’acquisto di Snam è la Cassa Depositi e Prestiti. Da mesi gli esperti continuano a ripetere che la possibile cessione/spin-off di Snam da Eni possa rappresentare un importante catalyst per il titolo della controllata. A Piazza Affari per Snam, che mostra una flessione di oltre 2 punti percentuali a 3,31 euro scatta però la vecchia regola del “sell on news”. Decisamente meglio la performance di Eni che segna un rialzo dello 0,80% a 16,83 euro. L’ostacolo principale per l’ingresso della CDP, a detta degli analisti di Equita, è “l’esborso di circa 3,6 miliardi di euro che la CDP dovrebbe pagare per il 30% di Snam”.

Nel complesso, però, per la sim milanese l’accelerazione sulla cessione di Snam “non aiuta a massimizzare il valore di cessione ma chiarisce la strategia di Eni in una direzione auspicata dal mercato. Pensiamo che possa più che compensare l’impatto negativo sui margini del gas”. Ieri erano usciti due report positivi sulla controllata del colosso pubblico. Da una parte Societe Generale ha alzato la raccomandazione a buy dal precedente hold. Dall’altra gli analisti di Nomura hanno raccomandato l’acquisto del titolo con prezzo obiettivo a 4 euro.

“Crediamo che la compagnia abbia un ruolo cruciale nell´espansione del network italiano della trasmissione di gas, in modo particolare dopo l´archiviazione del programma nucleare”, hanno scritto gli esperti della banca giapponese. Nomura preferisce Snam a Terna, sottolineando come sia il piano di investimenti sia la politica di dividendi del gruppo di San Donato Milanese siano ben supportati. Infine non è da escludere la creazione di una super società delle reti attraverso la fusione tra Terna e Snam, come caldeggiato qualche tempo fa da Mediobanca.