Eni dimezza produzione in Libia, Enel aspetta terza tranche del tariff deficit spagnolo

Inviato da Alberto Bolis il Gio, 24/02/2011 - 11:44
Quotazione: ENEL
Quotazione: ENI

Dopo un inizio di seduta sotto pressione, in scia alle chiusure negative di Tokyo e Wall Street, il listino milanese ha provato a rialzare la testa e adesso guadagna lo 0,34% a 22.002 punti. A dare una mano al paniere principale di Piazza Affari ci pensano Eni e la galassia Enel. Il titolo del colosso petrolifero, dopo una serie di sedute sotto pressione in scia all'aggravarsi della rivolta in Libia, guadagna oggi il 2,40% a 17,49 euro. La Libia, come già scritto più volte da questa testata, fornisce circa il 12% del gas consumato in Italia e pesa per circa il 14% (244 mila barili al giorno nel 2009) sulla produzione totale di Eni.

A margine dell'audizione al Copasir, Paolo Scaroni ha provato a fare chiarezza sullo stato degli impianti libici del gruppo di San Donato Milanese, che due giorni fa aveva annunciato la chiusura del gasdotto Greenstream, la pipeline che trasporta il 10% del metano consumato in Italia dalla costa nordafricana a Gela. "Su base normale in Libia produciamo 280 mila barili al giorno, soprattutto di gas - ha spiegato l'Ad di Eni -, mentre in questo momento sono invece circa 120 mila". In sostanza la produzione di Eni in Libia è al momento dimezzata, ma per l'Italia "non si pone il problema della fornitura di gas".
 
Scaroni ha poi ragionato sull'attuale prezzo del petrolio, che ha subito una fiammata proprio a causa delle tensioni libiche. Il Brent sfiora praticamente i 120 dollari al barile, mentre il Wti ha sfondato la soglia psicologica dei 100 dollari. "Se la situazione politica internazionale si tranquillizzasse, il prezzo del petrolio scenderebbe sotto i 100 dollari al barile", ha osservato il numero del colosso pubblico ricordando che il business plan dell'Eni è basato su una previsione del prezzo del greggio a 70 dollari al barile.
 
Anche la galassia Enel si mette in luce a Piazza Affari con la controllata Green Power (+3,13% a 1,748 euro) maglia rosa del Ftse Mib. "Manteniamo la raccomandazione outperform sul titolo - conferma Intermonte - ma alziamo il target price a 1,9 da 1,8 euro alla luce dell'impatto positivo sull'Ebitda generato dall'aumento del prezzo del petrolio". Bene anche la casa madre Enel che guadagna l'1,20% a 4,23 euro. Oggi potrebbe arrivare dalla Spagna la terza tranche del tariff deficit da 2 miliardi di euro, di cui la metà finirà nelle casse della controllata Endesa. Il governo di Madrid sta rispettando gli impegni presi con le utility iberiche ed entro il prossimo mese potrebbe piazzare un'altra tranche da 4 miliardi (2 miliardi ad Endesa).

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