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Eni: Descalzi prepara il piano strategico, sul tavolo possibile cessione Saipem e raffinazione

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Claudio Descalzi cerca di dare la scossa all’Eni. Dopo la campagna d’Africa, fianco a fianco col premier Matteo Renzi, il nuovo Ad del gruppo petrolifero si prepara a presentare al mercato l’aggiornamento del piano strategico, in calendario il prossimo 31 luglio insieme alla pubblicazione dei conti del primo semestre. Il top manager ha fretta di intervenire per spostare il focus della società sulle operazioni upstream a più elevato ritorno. I temi caldi saranno due: la possibile cessione di Saipem e la ristrutturazione delle attività di raffinazione.

Oggi sono tornate con forza le voci di una possibile cessione di Saipem, che a Piazza Affari viaggia in deciso rialzo con un progresso di circa 2,5 punti percentuali a 18,80 euro. Eni controlla il 43% della società attiva nel settore dei servizi all’industria petrolifera che, stando alle indiscrezioni delle ultime settimane, avrebbe già una ricca rosa di pretendenti: la russa Rosneft, i norvegesi Subsea 7 e Seadrill, l’emiratina Arabtec.

Gli ostacoli principali alla cessione sono rappresentati dalla valutazione e dal debito. A Piazza Affari, infatti, il titolo Saipem viaggia tra i 18 e i 19 euro, ben lontana dai prezzi precedenti agli scandali in Algeria e ai due profit warning  lanciati lo scorso anno. Inoltre Saipem vanta debiti per 4,5 miliardi di euro, finanziati al 90% dalla controllante Eni che dovranno essere totalmente rifinanziati in caso di cessione.

L’altro tema caldo riguarda la possibile revisione delle attività di raffinazione, al centro ieri di un’analisi del Wall Street Journal. Eni, come riportato dalla stampa nazionale, starebbe valutando la chiusura di tre raffinerie italiane. “Gli investitori vogliono vedere le principali compagnie petrolifere vivere dei propri mezzi”, ha scritto il quotidiano Usa secondo cui la revisione della raffinazione potrebbe eliminare un altro peso per Eni. Questo business, come rilevato da Bernstein, ha perso una media di 106 milioni di euro a trimestre dal 2009.