Eni: crescono utili e produzione nel trimestre, annunciato acconto sul dividendo di 0,54 euro

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 01/08/2012 - 09:20
Quotazione: ENI

Eni ha archiviato il secondo trimestre dell'anno con un utile netto adjusted in crescita dell'2% a 1,46 miliardi di euro rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. Il risultato si è dimostrato sotto le attese degli analisti ferme a 1,52 miliardi di euro. L'utile netto trimestrale si è attestato a 227 milioni di euro, in calo dall'anno scorso. L'utile operativo adjusted da operazioni continue ha mostrato un progresso del 14% nel secondo trimestre a 4,24 miliardi di euro dai 3,72 miliardi di un anno fa mentre l'utile netto adjusted da operazioni continue è aumentato nei tre mesi dello 0,3% a 1,38 miliardi di euro, in linea con lo stesso periodo del 2011. Nei primi sei mesi dell'anno utile netto adjusted è cresciuto dell'8% a 3,94 miliardi di euro. L'utile operativo adjusted da operazioni continue ha messo a segno un progresso del 19% a 10,37 miliardi mentre l'utile netto adjusted è aumentato del 4% a 3,79 miliardi di euro. Il flusso di cassa netto da attività operative delle continuing operations è stato di 4.219 milioni e di 8.340 milioni nel semestre. La proposta di acconto dividendo al Cda del 20 settembre sarà di 0,54 euro per azione contro lo 0,52% del 2011, da mettere in pagamento a partire dal 27 settembre con stacco cedola il 24 settembre.

La produzione di idrocarburi del Cane a sei zampe nel secondo trimestre è stata di 1,647 milioni di barili equivalenti al giorno, in crescita del 10,6% rispetto al secondo trimestre 2011. La performance è stata sostenuta dalla ripresa delle attività in Libia e dagli avvii ed entrata a regime di giacimenti in Australia, Russia ed Egitto. Le vendite di gas di 20,15 miliardi di metri cubi hanno registrato una flessione del 4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

La società di San Donato Milanese prevede nel 2012 un livello di spending per gli investimenti delle continuing operations sostanzialmente in linea rispetto al 2011 (11,91 miliardi di euro l'ammontare degli investimenti tecnici delle continuing operations e 0,36 miliardi quello di investimenti finanziari del consuntivo 2011). I principali temi del 2012 riguarderanno la prosecuzione dell'esplorazione per accertare il potenziale delle recenti scoperte (Mozambico, Norvegia, Ghana e Indonesia), le aree di crescita della produzione e le attività di ottimizzazione dei giacimenti. Altre iniziative di investimento sono previste per il completamento del progetto EST nella raffinazione, potenziamenti selettivi nella petrolchimica e interventi di upgrading della flotta Saipem. Il leverage a fine periodo è previsto in miglioramento rispetto al livello consuntivato nel 2011 assumendo lo scenario di prezzo del Brent a 117 dollari al barile e gli effetti delle dismissioni avviate.

"Nel primo semestre Eni ha conseguito risultati eccellenti grazie alla forte crescita della produzione sostenuta dalla ripresa delle attività in Libia", ha commentato Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni. "Sono particolarmente soddisfatto dei nostri successi esplorativi e dell'ingresso in nuove aree ad elevato potenziale. In Gas & Power e Refining & Marketing abbiamo contenuto l'impatto della crisi dei mercati di riferimento. Le dismissioni già avviate delle nostre quote in Snam e Galp ci assicureranno una struttura finanziaria adeguata a sostenere, in qualunque circostanza di mercato, una robusta crescita di lungo termine. In considerazione delle ottime prospettive di Eni proporrò al Cda del 20 settembre un acconto sul dividendo di 0,54 euro per azione."

Il colosso petrolifero ha inoltre annunciato una nuova scoperta giant di gas naturale nella parte orientale dell'Area 4, nell'offshore del Mozambico, effettuata nel prospetto esplorativo Mamba Nord Est 2. Si tratta del quinto pozzo esplorativo perforato con successo nell'area. "La nuova scoperta incrementa di almeno 282 miliardi di metri cubi di gas in posto i volumi scoperti nell'Area 4" recita una nota. Il gruppo energetico guidato da Paolo Scaroni stima che il pieno potenziale delle scoperte effettuate nell'Area 4 raggiunga i 1.974 miliardi di metri cubi di gas in posto. Eni è operatore dell'Area 4 con la quota del 70%. Gli altri partner della joint venture sono Galp Energia (10%), Kogas (10%) e Enh (10%, portata nella fase esplorativa).

In rosso il titolo sul Ftse Mib dove i questo momento arretra dello 0,65% a 16,73 euro.

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