Eni & Co. sotto pressione in Borsa, Opec pronta ad aumentare la produzione -1-

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 31/01/2011 - 16:06
Quotazione: ENI
L'esplodere della rivolta in Egitto si fa sentire sui mercati finanziari e, in modo particolare, potrebbe avere impatti significativi sulle strategie delle compagnie petrolifere. Questa mattina il Brent ha sfiorato i 100 dollari al barile in scia ai timori che le proteste anti-Mubarak potrebbero innescare una spirale d'instabilità in altri Paesi del Medio Oriente e Nord Africa, una regione che produce quasi il 40% del petrolio mondiale. In particolare, l'Egitto controlla il canale di Suez e il gasdotto Sumed (Suez-Mediterraneo), dove ogni giorno transitano circa 2 milioni di barili, ovvero il 2,5% della domanda globale di greggio.

All'ombra delle piramidi ruotano quindi forti interessi economici ed anche le compagnie petrolifere italiane sono esposte verso il Paese magrebino. A cominciare proprio dall'Eni. La produzione del colosso italiano in Egitto è di 230 mila barili al giorno, circa il 13% della sua produzione totale (1,8 milioni di barili al giorno). A Piazza Affari il titolo del Cane a sei zampe resta sotto pressione lasciando sul parterre lo 0,75% a 17,24 euro. Edison, che in Borsa cede l'1% a 0,84 euro, ha una produzione ad Abu Qir di 10 mila barili a giorno, che corrispondono a circa il 6% dell'intero Ebitda del gruppo (1,35 miliardi di euro).
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