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Eni-Burren, questa volta il prezzo è giusto

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Sembrava ormai un capitolo chiuso per Eni, invece Burren Energy potrà presto rientrare nel perimetro del colosso petrolifero italiano. Le due società hanno infatti comunicato il raggiungimento di un accordo sui termini di un’offerta per l’acquisizione da parte della società del cane a sei zampe del 100% del capitale della società britannica.


E’ stato quindi superato quello scoglio che solo lo scorso 19 novembre aveva portato la società di San Donato a chiarire in una nota che nessuna ulteriore proposta sarebbe stata effettuata per la società britannica.

L’offerta invece è arrivata, e ha subito raccolto il favore del management di Burren, che intende all’unanimità raccomandare agli azionisti di accettare l’offerta. Eni ha ricevuto anche l’impegno irrevocabile ad accettare l’offerta da parte di tutti i membri del consiglio di Burren, di alcuni senior manager e di alcune società collegate ai consiglieri di Burren, per un totale di oltre 29,6 milioni di azioni, che rappresentano circa il 20,98% del capitale sociale emesso da Burren.


 


Le trattative tra i due gruppi per il raggiungimento di un offerta “amichevole” hanno portato però il prezzo a lievitare fino agli attuali 1230 pence per azione per cassa contro i 1050 pence dell’offerta lanciata il 9 ottobre e i 1200 dell’offerta migliorativa del 16 novembre scorso. Il gioco al rialzo ha parzialmente eroso la convenienza dell’operazione. L’offerta rappresenta infatti un premio del 33,4% rispetto al prezzo di chiusura di 922 pence per azione di Burren dell’8 ottobre 2007, ossia l’ultimo giorno lavorativo prima dell’inizio del periodo d’offerta; e del 50,6% rispetto alla media dei prezzi di chiusura di Burren relativi ai tre mesi precedenti l’8 ottobre 2007, pari a 817 pence per azione. Non sorprende così che i consiglieri di Burren, con il supporto dell’advisor UBS, abbiano ritenuto l’offerta congrua e ragionevole. L’offerta equivale a una valutazione dell’intero capitale emesso di Burren pari a circa 1.736 milioni di sterline (pari a circa 2.426 milioni di euro). L’operazione verrà effettuata da Eni UK Holding plc, società controllata al 100% da Eni, e prevede l’acquisto della totalità delle azioni rappresentative del capitale di Burren e di quelle di prossima emissione da parte della società target.


 


Per Eni i 3,5 miliardi dell’offerta complessiva sono comunque stati un prezzo congruo per aumentare la penetrazione in alcuni mercati ad alto tasso di sviluppo potenziale. L’a.d. di Eni, Paolo Scaroni, ha battezzato l’operazione spiegando che è “in linea con la nostra strategia di crescita e incrementerà la nostra produzione in Congo. Ci permetterà inoltre di entrare in Turkmenistan, paese ricco di idrocarburi e con interessanti potenzialità per il futuro”.


 


La notizia è arrivata in maniera del tutto inaspettata. Per Eni si aspettavano invece novità dal fronte del kazako. Oggi infatti scade la deadline fissata dal governo di Astana per la soluzione del contenzioso sul Kashagan. Tra le opzioni possibili, un incremento della quota della società statale Kmg nel consorzio internazionale per lo sfruttamento del giacimento o una compensazione al governo per i ritardi nell’avvio del giacimento.