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Eni: bene il titolo nonostante i ritardi per l’avvio di Kashagan, attesa per la trimestrale

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Tonica Eni sulla Borsa di Milano in attesa di sapere i numeri del primo trimestre. Banca Akros si attende un risultato operativo (Ebit) nel periodo in declino, principalmente a causa delle deboli performance dei comparti Exploration & Production ed Engineering. Nel frattempo, Il Sole 24 Ore mette in evidenza l’ennesimo ritardo della produzione nel maxi-giacimento Kashagan in Kazakhstan. Se le operazioni non dovessero partire il 1° ottobre, avverte il quotidiano di Confindustria, i soci del consorzio North Caspian Operating Company (Ncoc), di cui fa parte anche Eni, dovranno sobbarcarsi interamente il costo dei ritardi, oltre a dover subìre la crescente irritazione del governo kazako, che malvolentieri potrebbe concedere una proroga del contratto di sfruttamento. Il giornale ricorda che il giacimento sarebbe dovuto partire nel 2005 e dopo numerosi rinvii per problemi tecnici il “first oil” era stato fissato per marzo 2013, ora spostato per il prossimo giugno con partenza delle attività commerciali a settembre. “Riteniamo che brevi ritardi non abbiano conseguenze rilevanti a patto del rispetto della data contrattuale di ottobre”, commenta Equita che conferma il giudizio buy con il prezzo obiettivo a 22 euro.

Ieri è giunta da parte di Fitch la conferma del rating A+ sul Cane a sei zampe con outlook stabile. La valutazione dell’agenzia statunitense riflette “il miglioramento della posizione finanziaria di Eni in scia alla cessione e al deconsolidamento di Snam”. Secondo gli esperti, i proventi della cessione saranno utilizzati in parte per supportare la strategia di sviluppo nel business upstream. La società di San Donato Milanese, ha ricordato Fitch, ha “un piano ambizioso” per aumentare la produzione di idrocarburi di oltre il 4% annuo fino al 2016.