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Eni: bene il terzo trimestre ma il petrolio frena il titolo a Piazza Affari

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Eni ha concluso il terzo trimestre del 2008 con risultati migliori delle attese degli analisti. Il titolo del Cane a sei zampe non ne sta però beneficiando a Piazza Affari e fa segnare un calo di quasi il 2%. A pesare è l’arretramento del prezzo del petrolio che, dopo la seduta di giovedì, perde terreno anche oggi (circa 2 punti percentuali).


L’utile netto “adjusted” della compagnia petrolifera guidata da Paolo Scaroni si è attestato a 2,89 miliardi di euro con un incremento del 52,7% rispetto al terzo trimestre 2007 e sopra le attese degli analisti, poco sotto i 2,5 miliardi di euro. In significativa crescita anche l’utile operativo rettificato a 6,2 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. In questo caso le stime di consensus prevedevano un risultato inferiore ai 6 miliardi di euro.

Il gruppo ha confermato le previsioni positive per l’andamento complessivo dell’esercizio è ha previsto una crescita della produzione di idrocarburi del 3% rispetto al 2007, una stima effettuata sulla base di una previsione, per il prezzo del barile di Brent, a 100 dollari su base annua. Nel gas Eni prevede invece una crescita del 4% non considerando l’acquisizione del 57,243% di Distrigaz completata ier per circa 2,7 miliardi di euro. Entro i prossimi quaranta giorni verrà lanciata un’Offerta pubblica di acquisto per l’intero capitale della società belga, punto di riferimento per la commercializzazione di gas nel Benelux e in Europa.


Per il terzo trimestre la produzione è invece cresciuta del 6,3% a 1,76  milioni di barili al giorno. Gli investimento complessivi per l’anno in corso sono attesi a circa 14,4 miliardi di euro con un incremento del 36% rispetto al 2007 e saranno rivolti principalmente all’incremento della produzione (sviluppo riserve, miglioramento della flotta per la perforazione e la costruzione di pozzi e delle infrastrutture per il trasporto del gas naturale).


Paolo Scaroni si è dichiarato soddisfatto dei risultati: “Un trimestre eccellente” sottolineando la generazione di cassa a livelli record che “permette il finanziamento della crescita e una remunerazione degli azionisti tra le più elevate del settore”. Il cash flow netto dalle attività di esercizio nel terzo trimestre dell’anno si è attestato a 5,73 miliardi di euro mentre l’indebitamento finanziario è cresciuto di 1,26 miliardi di dollari rispetto al giugno scorso, fermandosi a 17,820 miliardi.