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Eni: Barclays vede il business gas ancora sotto pressione, promosso l’accordo con Petrochina

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Eni svelerà i conti relativi al quarto trimestre 2010 il prossimo 16 febbraio, ma i broker hanno già cominciato a diffondere le loro stime. Barclays ha posto l’accento sul business del gas. Gli analisti della banca britannica si aspettano per questa divisione “una profittabilità ancora sotto pressione”. In termini assoluti, Barclays prevede per il Gas & Power un utile operativo di 698 milioni di euro, in flessione del 38% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I margini di questa divisione rimarranno quindi “sotto pressione in scia all’elevato costo del gas”.


Per Barclays, comunque, la compagnia petrolifera italiana, prima di fornire le previsioni per i profitti del business gas, dovrà concludere le rinegoziazioni dei contratti take or pay ancora aperti. Una “maggiore chiarezza” dovrebbe essere data dalla presentazione strategica del gruppo, in programma il prossimo 10 marzo. Inoltre, sottolineano gli esperti, “è meglio essere cauti prima di conoscere meglio l’eventuale destinazione del 33% posseduto da Eni nella portoghese Galp”. Per quanto riguarda invece la divisione Exploration and Production, Barclays scorge l’inizio di “una fase interessante” in scia al Memorandum of Undestanding (MoU) siglato venerdì scorso con Petrochina.

“Il MoU – recitava la nota di Eni – stabilisce, a beneficio di entrambe le parti, un ampio spettro di possibili opportunità di business sia in Cina sia a livello internazionale”. Entrando nel dettaglio dell’accordo, le compagnie studieranno opportunità comuni per espandere congiuntamente le loro operazioni negli idrocarburi convenzionali e non convenzionali in Africa. Inoltre, Petrochina valuterà la potenziale acquisizione di una partecipazione in alcuni asset posseduti dal gruppo guidato da Paolo Scaroni. Barclays prova a lanciare la prima ipotesi: “un’area dove Petrochina potrebbe avere un particolare interesse per alcune attività possedute dall’Eni è il Mozambico, dove il colosso asiatico potrebbe diventare il partner naturale per ogni progetto di sviluppo”.
 
Eni è inoltre finita sotto i riflettori di Equita. Il broker milanese ha assunto uno scenario più prudente sulla divisione R&M (Refining and Marketing) e sul Petrolchimico nel quarto trimestre 2010, riducendo le stime di circa 200 milioni di euro a livello operativo (a 4,48 miliardi) e di circa 100 milioni di euro a bottomline (attese a 1,58 miliardi). “La divisione R&M dovrebbe aver sofferto non solo la debolezza dei margini di raffinazione – spiegano gli analisti -, ma anche pressione sui margini di marketing a causa di prezzi dei prodotti raffinato in costante crescita”.


Equita ha invece confermato le sue stime per la divisione E&P sia in termini di produzione (1,88 milioni attesi nel quarto trimestre) che di profittabilità (Ebit quarto trimestre a 3,77 miliardi di euro). Per l’intero 2010 Equita prevede un utile netto a 6,7 miliardi di euro (eps 1,86 euro dagli 1,88 euro dell’anno precedente). Gli analisti della sim milanese hanno confermato la raccomandazione d’acquisto sul gruppo guidato da Paolo Scaroni, limando però il target price a 20,6 euro da 20,8 euro. A Piazza Affari il titolo Eni guadagna lo 0,28% a 17,69 euro.