Eni, bacchettata dell’Authority su Snam

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Eni deve disimpegnarsi dal capitale di Snam Rete Gas, in cui può mantenere al massimo una quota del 5% “come già previsto per la trasmissione nel settore elettrico”. E’ la prima delle sei proposte che l’Autorità per l’energia e il gas ha formulato venerdì in una segnalazione a governo e Parlamento. La presa di posizione dell’organismo presieduto da Alessandro Ortis scaturisce dai risultati dell’indagine conoscitiva che l’authority aveva condotto lo scorso anno insieme all’Antitrust e che aveva accertato l’esistenza di una posizione dominante di Eni “in tutte le fasi della filiera del gas naturale”: “produzione e approvigionamento, stoccaggio e vendita”. Una situazione, secondo l’Authority per l’energia, tale da determinare “oggettive difficoltà per le inziative di altri operatori”, condizionando “lo sviluppo di un libero e concorrenziale mercato del gase la sua disponibilità a prezzi convenienti”. L’indagine ha appurato tra l’altro che la posizione dominante di Eni si rifletterebbe in un minor costo di approvogionamento rispetto ai concorrenti valutabile nella misura del 19%. Oltre all’uscita accelerata da Snam Rete Gas, di cui Eni possiede oggi il 50,07% quota che dovrebbe scendere al 20% entro il primo luglio 2007 l’Authority chiede che il gruppo guidato da Vittorio Mincato ceda anche il contrololo della Stogit, la società monopolista nel settore degli stoccaggi per cui si propone una fusione con la stessa Snam Rete Gas.

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