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Eni avvia la produzione del campo di Nikaitchuq in Alaska -2

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A Nikaitchuq Eni sfrutta tecnologie innovative, molte delle quali sviluppate internamente, per la perforazione di pozzi particolarmente sfidanti per le capacità attuali dell’industria petrolifera. I pozzi del campo, infatti, combinano una profondità verticale di circa 1.300 metri con una distanza orizzontale anche di 6.000 metri. L’isola artificiale di perforazione è collegata alle infrastrutture a terra da un fascio di linee interrato che oltre a contenere la linea di produzione degli idrocarburi, include i collegamenti necessari al funzionamento dell’isola stessa. L’insieme di queste linee, denominato bundle, costituisce un primato, essendo il più pesante mai installato nella regione Artica. Le infrastrutture di produzione sono costituite da due moduli del peso di 4.000 tonnellate ciascuno fabbricati in Louisiana e trasportati in Alaska via mare, e da 22 moduli costruiti in Alaska. Nello sviluppo del campo di Nikaitchuq Eni ha adottato tecnologie volte a minimizzare l’impatto sull’ecosistema artico: azzeramento della combustione di gas associato (flaring), utilizzo di oleodotti a doppia parete, installazione di sistemi di contenimento di fuoriuscite accidentali di fluidi in tutti i moduli, turbine a basso livello di emissioni.