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Eni, per Akros l’ingresso di Scaroni potrebbe accelerare dismissione Snam

QUOTAZIONI Eni
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Eni torna ad assaporare il sapore del gossip di Borsa. Gira voce che il Ministero del Tesoro starebbe pensando di collocare un 10% di Eni passando dal 30,31% al 20% circa. L’operazione frutterebbe circa 8,3 miliardi. L’idea non tenta però gli analisti di Banca Akros, che confermano il rating accumulate su Eni. “Riteniamo estremamente improbabile la cessione di una quota di Eni, che significherebbe la perdita di controllo di un asset strategico”, commentano gli esperti, che invece non escludono che Eni possa cedere il 30% di Snam Rete. Dall’altra parte, “la cessione di una quota di Snam Rete Gas non è una novità. Il processo di dismissione era già incluso nei piani strategici della gestione Mincato ed è peraltro previsto dalla normativa riguardante la riforma del sistema energetico italiano, che prevede un tetto massimo al 20%, con il 5% dei diritti voto”, ricordano gli analisti. “L’ingresso di Scaroni potrebbe senz’altro accelerare il processo. Non vi è certezza sulla quota di partecipazione che sarà ceduta nel breve periodo. Nel caso di Terna, Enel ha dimesso il 14% attraverso un piazzamento sul mercato, il 30% alla CDP. Potrebbe anche configurarsi una situazione simile”, aggiungono ancora. Più difficile secondo gli esperti quantificare il valore di cessione di Stogit, altra ipotesi che va per la maggiore nei corridoi di Piazza Affari. “Riteniamo che la cessione di Stogit avverrà solo in un momento successivo anche perché è attualmente fermo al Consiglio di Stato un
contenzioso riguardo il valore della RAB”.