Enertad: spunta anche società Usa, forse necessità di ricapitalizzazione

Inviato da Redazione il Gio, 09/02/2006 - 15:32
I giorni passano, le scadenze si susseguono (e vengono rinnovate), ma trovare il bandolo della matassa per la cessione del pacchetto di maggioranza di Enertad (circa il 53% in mano a Luigi Agarini) non sembra facile. Le banche creditrici dell'imprenditore di origini toscane pressano nervosamente per una cessione in tempi brevissimi, ma il prezzo al quale sembra possibile vendere il pacchetto di azioni (vedi anche rumor 27 dicembre) non sarebbe sufficiente a soddisfare le pretese degli istituti coinvolti, e la situazione appare bloccata. Lo studio Poli e associati, che tesse le fila della cessione, ha fatto sedere al tavolo delle trattative una cinquina di potenziali pretendenti, tra i quali dovrebbero esserci Energia del gruppo Cir, Acea, il fondo di private equity Oxenbridge e Waste Italia. Le società che hanno passato la prima scrematura hanno tempo fino al 20 febbraio per una due diligence approfondita della società, ma dalle ultime indiscrezioni sembra che i valori in gioco non siano cambiati molto e i 3 euro ad azione, indicati come richiesta minima per cedere, pare che non siano stati ancora raggiunti. A nessuna di queste società, inoltre, interesserebbe il business dell'acciaio, messo in vendita con l'ausilio di Rothshild ancora senza successo. Negli ultimi giorni, secondo quanto risulta a Finanza.com, sarebbe arrivata anche un'offerta dagli Stati Uniti, ma non se ne conosce ancora l'entità. Lo studio legale Carbonetti, che assiste Poli nella cessione, avrebbe chiesto alla società americana di formalizzare un'offerta entro il 28 febbraio, e in attesa di una risposta avrebbe deciso di sondare anche le banche aderenti alla convenzione di moratoria. L'obiettivo? Conoscere il loro parere circa una eventuale vendita "sottocosto", possibile solo con il 95% di consensi dei creditori aderenti alla convenzione, in quanto non sufficiente a soddisfare tutte le pretese che i vari istituti vantano nei confronti di Agarini. La risposta delle banche è importante. Sembra infatti che un ostacolo alla cessione ad un prezzo soddisfacente sia la necessità, per la società, di una ricapitalizzazione per portare avanti comunque le attività di investimento. Un'iniezione di capitale da attuarsi tramite aumento per circa 40-50 milioni di euro, alla quale dovrebbe partecipare anche la Alerion di Giuseppe Garofano.
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