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Enertad: per debiti Agarini Poli propone una Newco con Bper, Bpu e Alerion

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Dopo un anno e mezzo di tentativi falliti di cedere il pacchetto di maggioranza Enertad in mano a Luigi Agarini, il superconsulente Roberto Poli tenta una carta nuova per uscire dal labirinto di interessi contrapposti, e finora non riducibili, che si è creato intorno alla società dell’energia eolica. Dalla fine del 2005 il pressing delle banche creditrici dell’imprenditore di origini livornesi si è fatto via via più intenso, ma i tentativi di cessione si sono arenati contro un uno scoglio che sembra non essere superabile: il prezzo di cessione delle azioni rappresentanti il 53% del capitale, per il quale nessun pretendente sembra voglia mettere sul piatto più dei tre euro richiesti dalle banche per tenere in piedi la Convenzione di moratoria a suo tempo stipulata. Di fronte a questa situazione di assoluto stallo, Poli ha scodellato un ventaglio di soluzioni che salvaguardino la società e, con diverse gradazioni, le banche, in attesa che il cavaliere bianco tanto agognato arrivi. Non solo: anche la vendita delle attività nell’acciaio vanno a rilento per la difficoltà di trovare compratori ad un prezzo decente: dai 100 milioni richiesti in partenza sembra infatti che si sia scesi a 50, una cifra che non soddisferebbe però i vertici del gruppo.
La soluzione di Poli? La costituzione di una Newco che rilevi i debiti di Tadfin e Fintad (le finanziarie che detengono il pacchetto di maggioranza di Enertad) e che permetta ad Alerion di Giuseppe Garofano, titolare del 18% circa della società, di acquistare peso in Enertad tramite un aumento di capitale che sopperisca ai bisogni più urgenti della società. Un salvacondotto per sterilizzare i problemi e rinviarli di due o tre anni, quando Enertad dovrebbe aver portato a compimento i suoi programmi di sviluppo e generato quei flussi di cassa tanto attesi dagli azionisti. Questa è a grandi linee la proposta che, secondo quanto risulta a Finanza.com, è giunta alle banche creditrici che hanno firmato la Convenzione di moratoria. Gli azionisti della Newco dovrebbero essere la stessa Alerion, che parteciperebbe apportando parte delle azioni Enertad rivenienti dall’aumento di capitale (40 milioni di euro?) e alcune banche. In pole position ci sarebbero la Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) e Banche popolari unite (Bpu), alle quali potrebbero aggiungersi altri istituti eventualmente interessati.
La Newco, che dovrebbe avere un capitale di 25-30 milioni di euro (dei quali 5-10 di spettanza di Alerion), acquisterebbe tutti i crediti delle banche assistiti da pegno su azioni Enertad (95 milioni di euro, suddivisi tra Intesa, Unicredito, Bim, Capitalia, Popolare di Milano ed Efibanca) al valore nominale e con pagamento dilazionato a 2-3 anni senza garanzie accessorie; in alternativa se venisse richiesta una garanzia scenderebbe l’importo riconosciuto. I restanti crediti, soprattutto chirografari e pari a circa 113 milioni, sarebbero acquisiti a “stralcio” con un forte sconto e pagati subito. Sembra che vengano offerti non più di 20-25 milioni di euro, la stessa somma che le banche di Newco dovrebbero conferire all’atto della costituzione della società. Anche qui un’alternativa: crediti ceduti al valore nominale contro azioni di Newco. Le banche dovrebbero scegliere quindi il se perdere subito parte dei crediti o trasformarle in azioni Newco e attendere che passi di mano il pacchetto Agarini, per poi rifarsi attraverso la scatola creata ad hoc.
A questo regolamento Poli avrebbe offerto anche un’alternativa: Tadfin e Fintad concedano a Newco un’opzione call sui titoli Enertad da esercitare un prezzo che soddisfi i 208 milioni di crediti (circa 4,3 euro per titolo). Il debito contratto per coprire la call sarebbe compensato con i crediti Newco nei confronti di Agarini, e ad azioni vendute sarebbero soddisfatte tutte le spettanze.
Ora la parola passa agli istituti di credito, che dovranno accettare la proposta; in alternativa potrebbero accogliere le offerte dei due concorrenti accreditati (Erg e Waste Italia) ed uscire dalla partita tirando una riga su parte dei crediti ma uscendo da una vicenda che, dice qualche operatore finanziario, si è prolungata fin troppo. Per Alerion che deve difendere il 18% che ha in mano dopo l’aumento di capitale del 2004, sarebbe invece un ulteriore incremento di peso all’interno della società grazie alla presenza diretta nella Newco, dove avrebbe peso anche nella governance societaria. E l’eventualità di un’opa se tutto andasse così? Con ragionevole certezza, vista la situazione, sarebbe esclusa.