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Energia: decisioni Authority su stoccaggio creano incertezza, crolla Snam. Tonfo di Terna

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Tonfo di Snam e Terna a Piazza Affari. Più rumoroso il crollo della società che controlla la rete gas nazionale, che lascia sul parterre l’11,50% a 3,816 euro, mentre il gruppo della rete elettrica nazionale mostra una flessione di circa il 6,50% a 3,76 euro. A scatenare le vendite sono le decisioni prese dall’Autorità dell’energia in merito alla remunerazione per lo stoccaggio del gas, che secondo gli analisti creano incertezza e fanno temere per le tariffe. Questa mattina è inoltre arrivata la doppia bocciatura da parte di Mediobanca: gli analisti di piazzetta Cuccia hanno tagliato il giudizio su Snam a underperform da neutral e su Terna a neutral dal precedente outperform.

L’Authority ha deciso che, nell’ambito della regolazione per lo stoccaggio, il ritorno sarà al 6% rispetto al precedente 6,7% mentre la delibera non parla invece di un aggiornamento dell’inflazione che è stata fissata all’1,5%. “L’inflazione all’1,5% è in linea con il target di medio-termine del Governo,a è significativamente al di sopra dei livelli attuali”, spiegano gli analisti di Credit Suisse.

“La delibera crea incertezza sull’aggiornamento del wacc (il rendimento riconosciuto al capitale investito) perché con l’inflazione all’1,5% questo scenderebbe dal 6% al 5%, ma soprattutto scenderebbero i rendimenti dei business trasporto (3,8% da 6,3%) e distribuzione (4,3% da 6,9%)”, commentano gli esperti di Equita nella nota odierna.

La sim milanese, inoltre, sottolinea che aumenta il rischio regolatorio perché “con l’inflazione stabile nel wacc 2016, le stime di eps di Snam per quell’anno scenderebbero del 18%“. Credi Suisse invece vede un rischio al ribasso pari al 30% per gli utili 2016 sia di Snam che di Terna.