Enel: voci di un ulteriore dividendo per Endesa, bene titolo a Piazza Affari

Inviato da Flavia Scarano il Lun, 22/09/2014 - 10:53
Quotazione: ENEL
Enel tonica a Piazza Affari. Il titolo del colosso energetico sul Ftse Mib al momento segna un rialzo dell'1,19% a 4,22 euro. Come annunciato nelle settimane scorse, Enel potrebbe pagare un ulteriore dividendo straordinario da Endesa prima di un eventuale piazzamento di azioni sul mercato, dopo quello da 8,2 miliardi di euro in scia allo scorporo del 60,62% di Enersis. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il dividendo straordinario in questione potrebbe essere nell'ordine dei 5-6 miliardi di euro.

A detta degli analisti di Equita, che mantengono il giudizio buy e il target price a 4,4 euro, si tratta di un'ottima opzione prima di un eventuale Opv per una serie di motivi. Endesa post pagamento del primo dividendo straordinario, spiegano gli esperti, avrebbe un price/earnings superiore a 20 volte, quindi eccessivamente cara per un piazzamento sul mercato senza forte sconto o ritracciamento del titolo. Il pagamento di un ulteriore dividendo (6 miliardi) prima dell'operazione riporterebbe il titolo a 15 volte il PE, consentendo ad Enel di massimizzare il ritorno sull'intera operazione.

Per la Sim milanese inoltre l'operazione consentirebbe di stabilizzare la struttura del capitale di Endesa oggi senza debito e quindi inefficiente, aumentandone l'appeal-valutazione per i nuovi investitori sottoscriventi l'eventuale piazzamento. L'operazione era tra l`altro, ricordano gli analisti, già ipotizzata nella conference call del primo semestre 2014 quando l'Ad Francesco Starace aveva confermato che il dividendo avrebbe potuto essere 'superiore' al valore del deal su Enersis proprio per reindebitare Endesa a livelli di efficienza.

"Confermiamo la visione positiva e riteniamo che l'opzione più probabile sia il piazzamento di Endesa (20%) dopo avera annunciato anche una dividend policy attractive. Il piazzamento porterebbe nelle casse di Enel circa 3-4 milioni di euro, consentendole di portare il debito a 37 miliardi già a fine anno (senza aspettare le cessioni di Slovenske e della Romania)", conclude il broker.
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