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Enel, varie opzioni sul tavolo del governo per rispondere ai francesi

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Ritorsioni anche per decreto contro le aziende energetiche estere che operano in Italia, pressione politica sulla Francia per ottenere qualche contropartita a vantaggio dell’Enel, scontro totale con Parigi allargato anche al settore bancario. Sono queste le opzioni in ballo che il Governo dovrà valutare attentamente prima di rispondere formalmente allo schiaffo annunciato dal premier transalpino Dominique de Vilepin. Partendo dal presupposto che la battaglia per Suez appare ormai persa e qualsiasi mossa diplomatica o commerciale non potrà rovesciare l’esito della partita. La possibile stretta sulle società che negli scorsi anni hanno acquistato centrali Enel (le tre Genco) con un’applicazione rigida delle clausole della cessione permetterebbe di dare l’alt ai tre colossi stranieri entrati sul mercato energetico italiano: Endesa, la belga Electrabel (controllata da Suez) ed Edf. Ma in questo caso per Enel non ci sarebbe alcun beneficio diretto, ad avvantaggiarsene potrebbero essere invece le municipalizzate. Sullo sfondo c’è l’ipotesi, più remota, di una contromossa che non si fermi al settore energetico. Alla luce della fresca operazione Bnp Paribas su Bnl, si potrebbe muovere verso un blocco dell’operazione per vie legali o organizzando una controfferta alternativa che secondo alcuni potrebbe vedere come braccio armato la Cassa Depositi e Prestiti.