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Enel: utile netto 2011in calo del 5,5% a 4,15 miliardi di euro, dividendo a 0,26 euro

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Enel ha chiuso l’esercizio 2011 con un utile netto in calo del 5,5% a 4.148 milioni di euro contro i 4.390 milioni realizzati l’anno prima. L’utile netto ordinario si è attestato a 4.097 milioni in flessione del 7%. In crescita dell’8,4% i ricavi che sono stati pari a 79.514 milioni di euro rispetto ai 73.377 milioni del 2010. Il margine operativo lordo (Ebitda) è passato da 17.480 milioni del 2010 a 17.717 milioni del 2011, segnando un progresso dell’1,4% mentre il risultato operativo (Ebit) è aumentato dell’1% a 11.366 milioni contro i precedenti 11.258 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto risulta pari a 44.629 milioni di euro rispetto ai 44.924 milioni di fine 2010. Il cda ha proposto la distribuzione di un dividendo complessivo 2011 pari a 0,26 euro per azione, di cui 0,10 euro per azione corrisposti quale acconto a novembre 2011.

Enel ha presentato il piano industriale 2012-2016 che prevede un margine operativo lordo (Ebitda) a 16,5 miliardi di euro nel 2012, 17 miliardi nel 2014 e 19 miliardi nel 2016. L’utile netto ordinario è atteso a 3,4 miliardi di euro nel 2012, 3,8 miliardi nel 2014 e 5 miliardi nel 2016. Nel 2012 l’indebitamento netto è stimato a 43 miliardi di euro, nel 2014 a 39 miliardi di euro e nel 2016 a 30 miliardi. La società prevede un cash flow in crescita, attraverso il rafforzamento dei programmi di integrazione ed efficienza e un piano d’investimenti per complessivi circa 27 miliardi di euro entro il 2016. Prevista una nuova politica dei dividendi: pay out pari almeno al 40% dell’utile netto ordinario del gruppo a partire dal 2012.

La debolezza della domanda di energia elettrica caratterizzerà il mercato italiano per l’intero 2012. Nel nostro Paese, gli effetti negativi di tale fenomeno vengono accentuati da una rilevante crescita del margine di riserva, che dovrebbe attestarsi intorno al 45% per effetto principalmente dell’incremento della capacità solare fotovoltaica installata, pari a circa 15 GW a fine 2012. Come conseguenza, si prevede che gli spark spreads (differenza tra prezzo medio di sistema e costo variabile di un impianto a ciclo combinato) della generazione domestica scenderanno nel 2012 di circa 5 €/MWh rispetto al 2011, con conseguenti ripercussioni sul margine operativo lordo della divisione Generazione ed Energy Management che dovrebbe attestarsi a circa 1,3 miliardi di euro rispetto ai circa 1,9 miliardi di euro del 2011 (quest’ultimo al netto delle partite straordinarie pari a circa 300 milioni di euro). Con riferimento alla Spagna, il 2012 sarà caratterizzato da una domanda in calo rispetto al 2011. Il margine operativo lordo delle attività di Endesa in Iberia dovrebbe scendere a circa 3,7 miliardi di euro rispetto ai circa 4 miliardi di euro del 2011.