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Enel svela il business plan: al 2015 investimenti per 31 mld e Ebitda a 20 mld. Lascia la Bulgaria

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Rinnovabili, America Latina, Russia ed Europa dell’Est. Sono questi i quattro fronti su cui si focalizzerà Enel nei prossimi 5 anni, oltre al rafforzamento della leadership in Italia e Spagna. Il tutto condito da investimenti per 31 miliardi di euro. Sono questi i punti chiave del piano industriale 2011-2015 del colosso elettrico italiano, svelato oggi a Londra dall’Ad Fulvio Conti. Ma non solo. Il gruppo ha presentato oggi i risultati definitivi dell’esercizio 2010 e ha annunciato l’addio alla Bulgaria.
 
Il 2010 è stato un anno particolarmente intenso per Enel, dove si è potuto assistere al rafforzamento dell’integrazione con Endesa, al sostanziale completamento del piano di dismissioni e alla quotazione di Enel Green Power. E proprio la costola verde è uno dei temi chiave del nuovo piano industriale. Nel periodo 2011-2015, Green Power investirà 6,4 miliardi di euro (di cui 2,4 miliardi in Italia e nella penisola iberica), aumenterà la propria capacità installata dagli attuali 6,1 GW a 10,4 GW e incrementerà l’Ebitda a 2 miliardi nel 2013 e a 2,4 miliardi nel 2015. Tutto ciò confermando un payout pari ad almeno il 30%.
 
Un’altra area chiave che attirerà Enel è l’America Latina, dove il gruppo ha pianificato investimenti per 4,8 miliardi di euro, focalizzati soprattutto su progetti di crescita nella generazione e nella distribuzione di energia elettrica. Inoltre, 1 miliardo sarà destinato al mercato russo, mentre 2,7 miliardi saranno investiti in Slovacchia per il completamento delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Mochovce. Ma il grosso del piano di investimenti sarà destinato per rafforzare la leadership in Italia e Spagna: 18 miliardi di euro sui 31 miliardi totali previsti nel business plan.


Il gruppo guidato da Fulvio Conti ha anche fornito gli obiettivi finanziari che intenderà raggiungere entro il 2015. L’Ebitda è visto a 17,4 miliardi di euro nel 2011, a 18,5 miliardi nel 2013 e  20 miliardi nel 2015; l’utile netto è previsto a 4,5 miliardi nel 2011, a 4,9 miliardi nel 2013 e 5,8 miliardi nel 2015. Il debito dovrebbe scendere a 43,5 miliardi nel 2011 e a 36 miliardi nel 2015, mentre la politica dividendi è stata confermata con un payout al 60% dell’utile netto.
 
Ma non è tutto. Enel ha ceduto a Contourglobal la propria partecipazione nelle società collegate all’impianto bulgaro di Maritza per un importo pari a 230 milioni di euro. L’operazione, già annunciata diversi mesi fa da Conti, rientra nel piano di dismissioni annunciato da Enel ai mercati e determina un impatto positivo sull’indebitamento finanziario del gruppo stimato in 450 milioni. Sullo sfondo i conti definitivi dell’esercizio 2010: i ricavi sono cresciuti del 14% a 73,37 miliardi di euro, l’Ebitda è aumentato del 6,8% a 17,48 miliardi, l’utile netto ordinario ha raggiunto i 4,40 miliardi (+5%), l’indebitamento finanziario (al netto delle differenze di cambio) è sceso a 43,65 miliardi. Il dividendo complessivo per l’intero 2010 si è attestato a 28 centesimi per azione.