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Enel sale piano sull’S&P, tampinata dalla speculazione

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Enel sale piano sull’S&P. Il titolo del colosso energetico segna un rialzo dello 0,45%, scambiando a quota 7,14 euro. Il gruppo capitanato da Paolo Scaroni sta vivendo un periodo decisamente intenso in queste ultime settimane. Dopo aver portato a casa il risultato nella partita sull’Electrarne Slovenske, per il colosso energetico ora sarebbe arrivato il momento di guardare alla Russia. La pulce nell’orecchio la mettono oggi indiscrezioni di stampa, che ventilano che Enel potrebbe entrare nella giostra delle società interessate allo spezzatino Yukos. Tra le altre anche Eni ha ufficializzato recentemente di guardare con interesse alla Russia, ma alle sue condizioni. Ossia Vittorio Mincato ha negato di aver presentato un’offerta, ponendo il veto a operazioni solo di stampo finanziario: “Escludo l’acquisizioni di partecipazioni di minoranza, se queste non ci portano a un ruolo industriale o nella corporate governance”. Sul ruolo di Enel in Russia nulla è trapelato. Tutto questo avviene mentre continuano a rincorrersi voci di una imminente cessione Wind. L’anno nuovo è alle porte e il tempo stringe. Secondo voci di stampa la partita Wind potrebbe chiudersi settimana prossima con un accordo di massima, che includerebbe in corner anche Cesare Romiti. L’accelerata delle trattative si spiegherebbe con l’adozione degli Ias nell’anno nuovo, in base a cui Enel dovrebbe svalutare Wind almeno per un miliardo. E quindi Scaroni è motivato per due ragioni a vendere l’asset tlc: deconsolidare quasi 7 miliardi di debiti e ricavare liquidità per erogare dividendi aggiuntivi. Una tesi, quest’ultima, che ha sposato ieri Fulvio Conti, direttore finanziario del colosso energetico, spiegando che l’eventuale capital gain che otterrà Enel dalla cessione della controllata di tlc Wind andrà agli azionisti.