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Enel: permesso su progetto nucleare in Slovacchia avrebbe violato la legge

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Enel torna al centro di alcune indiscrezioni di stampa. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, che cita l’Ufficio slovacco per la supervisione nucleare, il permesso del colosso energetico per un progetto nucleare dal valore di 3,7 miliardi di euro potrebbe aver violato la legge. Lo avrebbe stabilito la Suprema Corte del Paese.

L’unita locale di Enel, Slovenske Elektrarne, nel 2009 ha iniziato i lavori per la costruzione di due nuovi reattori nella centrale nucleare di Mochovce, dopo aver ricevuto l’autorizzazione dall’Ufficio per la supervisione nucleare, senza però che il gruppo ambientalista Greenpeace potesse dire la sua durante il processo di approvazione. Per questo motivo, l’Alta Corte di Slovacchia avrebbe chiesto al regolatore di ripetere il procedimento per consentire a Greenpeace di consultare la documentazione. La sentenza, per la quale non può essere presentato ricorso, non richiede la sospensione immediata dei lavori di costruzione, già alla prese tra l’altro con ritardi e sovraccosti dovuti alle norme di sicurezza più severe a seguito del disastro nucleare di Fukushima.

Per gli analisti di Mediobanca Securities, la performance gestionale del gruppo continua a mostrare condizioni operative difficili in Italia, Spagna e in Slovacchia, oltre al rallentamento in LatAm solo parzialmente compensato da Enel Green Power e dalla divisione dei mercati. “Continuiamo a preferire Snam e Terna e manteniamo un atteggiamento cauto sull’azione”. Così gli esperti che confermano il giudizio neutral con target price a 2,50 euro.

Tonico il titolo sul Ftse Mib dove avanza dell’1,09% a 2,59 euro.