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Enel: parte il road show per la IV tranche sotto il segno della cedola

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In attesa del nuovo piano industriale che verrà presentato a settembre, Enel
si ripresenta alla comunità finanziaria per illustrare l’offerta pubblica di
vendita, che partirà il prossimo 27 giugno per concludersi il 1 luglio. La
quarta, considerando anche il private placement di Enel II. Sul mercato
finirà il 10% del capitale, pari a circa 600 milioni di titoli greenshoe
inclusa: un’offerta importante dalla quale il governo prevede di ricavare
almeno 4-4,4 miliardi di euro “da destinare alla riduzione del debito”, come
ha ricordato in conferenza stampa Dario Scannapieco, il direttore del
dipartimento del Tesoro che si occupa della finanza e privatizzazioni.
Per il neo amministratore delegato Fulvio Conti, succeduto a Paolo Scaroni,
si tratta della prima operazione importante. E il nuovo a.d. si presenta
agli investitori con una promessa da scolpire nella pietra: il dividendo
pagato nel 2005 dalla società (36 centesimi di euro) è sostenibile anche in
futuro grazie alla redditività ordinaria e alle disponibilità finanziarie
che si renderanno disponibilI per gli azionisti. Anzi, la cedola 2004 è la
base di partenza per gli anni a venire. Affermazione importante, suffragata
da alcuni elementi da tenere in considerazione, come ha sottolineato un
analista di settore, che preferisce non essere citato. “Dopo il
deconsolidamento di Terna e Wind il tasso di indebitamento al 31 dicembre
2004 del gruppo romano scenderà allo 53% del patrimonio, rispetto ad un
valore superiore pari a 113% della situazione precedente. La società avrà
quindi un alta capacità di indebitamento che libera risorse da distribuire
agli azionisti. Il tutto senza che i suoi rating vengano abbassati. La qualità del debito resterà quindi buona, senza timori per il mercato dei capitali”. Una sorta di assegno in bianco consegnato ai soci, che già quest’anno potranno godere anche di un extra dividendo di 17-20 centesimi per la cessione di Terna, da perfezionare “al più tardi entro settembre” ha specificato l’a.d. Conti. Per la cessione alla
Cassa Depositi e Prestiti manca, infatti, solo il sì dell’Antitrust, che non
dovrebbe tardare ad arrivare.
Nessun accenno invece alla destinazione dei soldi provenienti dalla cessione
di Wind: anche in questo caso tutto rimandato al piano di settembre, quando
si dovrebbe sapere qualcosa di più circa la cessione a Weather Investment
della maggioranza delle azioni della compagnia telefonica. “Ma se le cifre
dovessero essere confermate inizialmente la società, oltre a deconsolidare
9,35 miliardi di debiti, incasserebbe 3 miliardi di euro, ovvero circa 48
centesimi per ognuna delle 6,06 miliardi di azioni in circolazione
-specifica l’operatore-. Una cifra che potrebbe essere distribuita ai soci
in più anni e che andrebbe a integrare la cedola riveniente dall’attività
ordinaria, anche se non è da escludere a priori una maxi cedola
straordinaria nel 2006″.
L’altra faccia della medaglia di tutto questo fiume di denaro generato da
dismissioni e capacità di indebitamento sono i nuovi investimenti per
continuare a competere e sfruttare le opportunità. Quelli dei quali si è parlato
nella prima giornata del roadshow per la quotazione sono relativi alle fonti
rinnovabili, che nel periodo 2005-2009 saranno 1,7 miliardi di euro di cui
1,1 in Italia e il restante in Europa continentale, in Spagna dove è in
ballo Union Fenosa Renovables, e in Centro e Sudamerica. Da 2 milardi di
euro invece il piano di investimenti per la controllata slovacca Slovenske
Elektrarne, che dovrebbe partire quest’estate mentre sul fronte francese
ancora poche novità per l’entrata in Snet dopo la firma del Memorandum of
Understanding con Edf, i cui progetti non dovrebbero però attrarre cifre
significative ha detto la società. Continuano inoltre le manovre per
eliminare la dipendenza dall’olio combustibile: nel 2009 la generazione di
energia arriverà per il 50% dal carbone,
di provenienza extra-Ue e per il quale le uniche incognite circa
l’approvvigionamento riguardano il prezzo dei noli per il trasporto, ora
alto a causa della mancanza di navi adatte. La buona notizia è che la
“bolletta elettrica” della società, in termini di costo totale
dell’approvvigionamento, sarà inferiore del 30% a quella attuale, dove pesa
il prezzo del petrolio. Oltre al carbone resteranno all’incirca pari a
quelle attuali le quote di generazione dalle fonti rinnovabili (27-30%) e
dal gas (20%). Proprio su quest’ultimo combustibile si è concentrata la
curiosità, dopo l’annuncio dell’abbandono del progetto di costruzione del
terminale di rigassificazione di Brindisi, una volta da sviluppare con
British Gas. “Stiamo vagliando vari tipi di opzioni per risolvere questo
problema” ha detto Conti. Una questione da risolvere subito se si vuole
perseguire il piano di espansione nel settore del gas, che prevede 7,1
miliardi di metri cubi venduti ai clienti finali nel 2009 (a fine 2004
erano
5,2 milioni) oltre alla quota destinata alla generazione di energia, per un
totale di 16 miliardi di metri cubi di domanda, dei quali sono nove
attualmente assicurati da contratti di approvvigionamento diretti.
Sul lato della riduzione dei costi da segnalare l’annuncio che nel 2005
verranno risparmiati 100 milioni di euro dall’introduzione dei primi
contatori digitali, che verranno installati presso tutti i clienti entro il
2006. Anche grazie a questo il processo di riduzione del costo per cliente è
in anticipo di una anno, ha sottolineato la società.
Una curiosità riguardante l’offerta dei titoli, che sarà confermata anche in
Giappone dopo il successo di Enel III. Secondo calcoli “spannometrici” della
società sarebbero circa 750 mila i risparmiatori che potrebbero
ottenere la bonus share maggiorata (7 titoli su 100 al posto dei 5 ordinari)
in questa opv. Coloro che infatti hanno conservato le azioni dall’Ipo del
1999 sarebbero 1 milione e di questi 250 mila hanno aderito a Enel III, e
quindi ne sono esclusi. Per saperne qualcosa di più bisognerà aspettare il
2-3 luglio, quando si conoscerà il prezzo definitivo. Il pagamento delle
azioni avverrà invece il 7 luglio, per un lotto minimo di 500 azioni.