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Enel: niente energia per minare bitcoin

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Enel non intende vendere energia rinnovabile per permettere di estrarre (minare in gergo) le bitcoin. In una nota il gruppo guidato da Francesco Starace ha chiarito la sua posizione dopo le notizie, diffuse ieri dall’agenzia Bloomberg. “Il gruppo ha avviato un chiaro percorso di decarbonizzazione – spiega la nota di Enel – e di sviluppo sostenibile e ritiene che l’uso intensivo di energia per i mining di criptovalute sia da considerare pratica non sostenibile e non in linea con il modello di business”.
Secondo le indiscrezioni rilanciate ieri da Bloomberg, i negoziati per la vendita di energia rinnovabile sarebbero avvenuti con la svizzera Envion. Nessuna delle due società aveva confermato l’indiscrezione anche se Envion ha dichiarato di essere in trattativa con diversi produttori di elettricità in giro per il mondo. Leonardo Zannella, responsabile del Global front trading office di Enel, aveva peraltro spiegato: “E’ particolarmente interessata (Enel ndr) nel capire come il settore energetico possa beneficiare della tecnologia blockchain. La possibilità per i miners delle criptomonete di spostare le loro attrezzature in luoghi dove l’elettricità costa meno potrebbe essere un vantaggio”.