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Enel: il mercato apprezza il debito sotto 45 mld, l’utile 2010 visto sopra 4 mld

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Missione compiuta. Fulvio Conti ha rispettato gli impegni presi con il mercato e con le agenzie di rating. Il debito di Enel è sceso sotto il muro dei 45 miliardi di euro, meglio delle attese che indicavano 46,1 miliardi. Il colosso elettrico, quindi, ha rispettato la guidance 2010 nonostante non abbia ancora concluso la cessione degli asset bulgari e abbia raccolto meno del previsto dal collocamento di Enel Green Power. Inoltre, escludendo le differenze di cambio, il debito si sarebbe attestato a 43,7 miliardi di euro. La Borsa ha subito premiato il titolo dell’ex monopolista che svetta sul paniere principale di Piazza Affari con un rialzo di quasi 2 punti percentuali a 4,257 euro.


I risultati preliminari dell’esercizio 2010 hanno mostrato ricavi a 73,4 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto ai 64,4 miliardi del 2009 grazie soprattutto all’incremento dei ricavi dalla vendita di energia elettrica in Sud America e Russia, nonché al consolidamento della controllata spagnola Endesa. L’Ebitda si è attestato a 17,5 miliardi, meglio dei 17,2 miliardi indicati dal consensus. L’utile netto relativo all’esercizio 2010 sarà svelato il prossimo 15 marzo ma le case d’affari prevedono già profitti oltre i 4 miliardi di euro. “Noi siamo a 4,3 miliardi – azzarda Equita -, un’indicazione molto positiva per il dividendo”.

Tutti positivi i giudizi dei broker arrivati questa mattina. Ubs ha alzato il target price di Enel a 4,90 euro dal precedente 4,75 euro, confermando la raccomandazione d’acquisto che riflette “un debito netto migliore delle attese”. E tutti sottolineano il forte sconto a cui tratta Enel rispetto ai competitor europei. Uno sconto “ingiustificato”, commenta Intermonte che ha ribadito outperform con prezzo obiettivo a 5 euro. Il recente trend rialzista dell’azione è stato guidato da due fattori chiave: “il recupero della domanda di elettricità nel mercato domestico e il raffreddamento delle tensioni sui bond governativi spagnoli”.


Il 2010 di Enel è stato caratterizzato da un massiccio piano di dismissioni e dallo sbarco in Borsa della controllata verde. Cessioni necessarie per abbattere il debito monstre, che si era ingigantito dopo l’acquisizione di Endesa. Per il 2011, secondo Mediobanca, gli investitori attendono lumi dal processo di securitizazion del deficit tariffario spagnolo e novità dalla presentazione del nuovo business plan, che il management di Enel presenterà il prossimo 15 marzo.