1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Emorragia continua dai fondi italiani, in rosso anche febbraio

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Dopo il passivo di gennaio, è proseguito anche in febbraio l’esodo dei risparmiatori dai fondi comuni. Questo almeno è quanto mostrano i dati preliminari diffusi nella serata di ieri da Assogestioni. Il saldo della raccolta dell’industria del risparmio gestito nell’ultimo mese è stato negativo per 3,6 miliardi (-5,8 miliardi a gennaio).


I deflussi dei prodotti italiani, che si sono riflessi anche sul patrimonio, sceso a febbraio a quota 602 miliardi di euro, hanno interessato gli obbligazionari per 3,9 miliardi e gli azionari per 1,44 miliardi. In negativo anche i fondi di liquidità (-700 milioni) e i bilanciati (-473 milioni).
Prosegue invece la crescita della raccolta dei flessibili (+2 miliardi dopo il +1,5 miliardi di gennaio), mentre gli hedge fund tornano in positivo (+876 milioni) dopo un deflusso di 400 milioni in gennaio.

Il trend più evidente continua a essere quello dei fondi obbligazionari, che da inizio 2006 hanno subito fuoriuscite per 36 miliardi. La seconda tendenza di spicco è quella dei flessibili, che dopo essere stati i dominatori della stagione 2006 con una crescita superiore ai 21 miliardi, nei primi due mesi dell’anno hanno messo a segno un incremento complessivo di 3,5 miliardi, rappresentando l’unica categoria, oltre agli speculativi (ma con altri numeri), ad aver registrato un saldo bimestrale positivo. Non è un caso che di questa categoria facciano parte i prodotti maggiormente proposti dalle reti, quali flessibili puri, in cui il gestore si sposta tra diverse asset classes seguendo la dinamica dei mercati, alcuni strumenti a capitale garantito e i fondi total return. Un’offerta che ha seguito peraltro la domanda di prodotti che almeno come obiettivo si propongono di maggiorare il rendimento obbligazionario di uno spread. Sempre meno popolari sono anche i fondi di liquidità, via via meno utilizzati come investimento di brevissimo termine o parcheggio in momenti di incertezza. Sommando i deflussi del 2006 e dei primi due mesi del 2007, tale categoria di prodotti ha totalizzato fuoriuscite superiori ai 10 miliardi di euro. Permane tuttavia una tendenza negativa di fondo che prosegue dall’aprile scorso, mese a partire dal quale i saldi mensili sono risultati costantemente in rosso, con la unica eccezione dei 400 milioni di attivo dell’agosto 2006. Nei primi due mesi dell’anno il rosso ha superato i 9 miliardi, un valore pari a circa la metà di quello dell’intero 2006, l’anno peggiore per l’industria del risparmio gestito dal 1999.


Chi continua a sorridere sono invece i gestori esteri e i fondi domiciliati fuori dai confini italiani ma facenti parte di gruppi nazionali. I primi hanno avuto un saldo positivo di 878 milioni, i secondi di 435 milioni.