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Emergenza terremoto: Ue apre a flessibilità ma solo per le spese di breve termine

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Arriva una prima apertura, da Bruxelles, sulla flessibilità chiesta dall’Italia per affrontare le spese legate al terremoto che ha colpito un’ampia area geografica tra Lazio, Marche e Umbria. Si tratta, tuttavia, di una disponibilità solo per le spese più immediate, “di breve termine”. È la risposta data da una portavoce della Commissione europea che ha ricordato come esistano regole per eliminare questi costi dal calcolo del deficit.  
 
Nessuna indicazione invece sul tema delle spese di lungo termine come quelle previste nel piano del governo per la ricostruzione e l’adeguamento sismico del patrimonio immobiliare. “Siamo davanti a circostanze eccezionali. Non credo ci siano dubbi nemmeno in Europa. Sarebbe importante che restassero fuori anche i soldi che spenderemo per prevenire queste tragedie. Nel lungo periodo non solo ce la possiamo fare ma ce la dobbiamo fare, anche perché solo tra il 2010 e il 2012 abbiamo speso 4 miliardi di euro per riparare i danni” ha dichiarato nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in un’intervista al Corriere della Sera. 
L’investimento complessivo stimato per mettere in sicurezza tutte le costruzioni italiane, il cosiddetto piano “Casa Italia” è stato stimato in circa 360 miliardi di euro
Sono 290 i morti accertati del terremoto di magnitudo 6,2 che ha colpito il Centro Italia nella notte del 24 agosto. Quasi 3.000 le persone sfollate e assistite nelle tendopoli e nelle strutture provvisorie. Per l’emergenza il governo ha già stanziato 50 milioni di euro presi dal Fondo per le emergenze nazionali mentre altre risorse arriveranno dal Fondo di solidarietà europeo per le gravi catastrofi naturali che può mettere in campo fino a 500 milioni di euro.