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Emea: per Moody’s società minacciate da debito sovrano e debole Pil nel 2013

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La perdurante crisi del debito sovrano nella zona euro e la crescita debole o negativa del Prodotto interno lordo (Pil). Sono questi gli elementi principali che, secondo le previsioni snocciolate oggi da Moody’s, potrebbero impattare sul merito di credito delle società non finanziarie nell’area Europa, Medio Oriente e Africa (Emea).

A livello di emittenti, Moody’s prevede una persistente debolezza del credito, con un numero di downgrade nel corso del prossimo che potrebbe essere maggiore rispetto a quello delle promozioni. Secondo l’agenzia Usa una crescita non elevata unita alle costanti misure di austerità messe in atto dai governi potrebbe andare a intaccare la propensione alla spesa dei consumatori. E questo potrebbe condizionare in particolare alcuni settori come quello delle tlc, delle vendite al dettaglio e quello dei produttori di auto.

La situazione al momento è vacillante. Ai primi di dicembre, nella zona Emea, il numero outlook stabili per il comparto industriale era solo leggermente superiore al numero di quelle negative. “Se i trend negativi continuassero – si legge nel documento – nel 2013 Moody’s potrebbe abbassare diverse previsioni“.

Data, inoltre, la limitata fiducia nella ripresa economica, gli emittenti che fanno parte dei settori ciclici, come quelli dell’acciaio, chimici e delle costruzioni hanno uno spazio di manovra limitato data la debolezza del credito entro le attuali categorie di rating. La debole domanda limitata peserà sugli utili di diversi segmenti del settore chimico. Nel settore delle costruzioni, aziende meno diversificate dal punto di vista geografico, come Italcementi (rating Ba2/ negativo), sono quelle più vulnerabili.

La divergenza nelle performance operative tra le società con una maggiore esposizione verso i mercati dell’Europa meridionale e quelle con maggiore esposizione verso l’Europa del nord rimane elevata, come evidenziato dai risultati di Fiat (Ba3/negativo) o Telefonica (Baa2/negativo).

Moody si attende che nel 2013 il rallentamento della crescita economica nei mercati emergenti, in particolare Cina, sarà un driver importante per il profilo di credito delle società cicliche, come i chimici e produttori di acciaio. “Questo potrebbe impattare negativamente sui ricavi delle società europee che hanno puntato sui mercati emergenti – spiega Moody’s – per compensare una crescita lenta nei loro tradizionali mercati dell’Europa occidentale”.