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Emea: per Credit Suisse l’Ungheria è ancora poco appetitosa

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L’Ungheria non stuzzica l’appetito degli analisti di Credit Suisse. Guardandosi attorno tra il Vecchio Continente, il Medio Oriente e l’Africa, gli esperti della casa d’affari svizzera suggeriscono di evitare il mercato ungherese. “Per il 2007 vediamo in Ungheria la più bassa crescita, il più alto livello di debito estero e tra i più alti per quanto riguarda quello interno, insieme a un aumento della disoccupazione. La nostra visione è questa, nonostante un numero crescente di storie convincenti”, affermano gli analisti nella nota diffusa oggi. L’unico elemento positivo nell’economia dell’Ungheria è l’export. “Le esportazioni continuano a essere il motore dell’economia, sebbene le stime per il 2007 cadono timidamente verso una doppia cifra”, continuano gli esperti. Secondo il broker, la scarsa crescita continuerà a essere una caratteristica dello scenario macro ungherese finché l’investimento privato non pigerà il piede sull’acceleratore e il regime delle tasse non sarà più punitivo. Una situazione che pesa sulle spalle del paese e che per liberarsene occorre migliorare i livelli di occupazione, la performance delle esportazioni, i prezzi del petrolio e la disciplina dei budget del 2009-2010. “La questione chiave per l’Ungheria è la sostenibilità degli alti livelli di Roe del mercato – concludono gli analisti – La prognosi è che la profittabilità dei margini è destinata a scendere nel corso del prossimo anno in linea con le aspettative di crescita dei guadagni decisamente negative”.