Elezioni Usa: cosa dicono gli analisti su voto, economia e strategie di investimento

Inviato da Valeria Panigada il Mar, 06/11/2012 - 16:48
Il giorno X è arrivato per gli Usa. Oggi i cittadini americani sono chiamati a votare per il nuovo presidente. Guardando agli ultimi sondaggi, si profila un testa a testa tra l'attuale presidente Barack Obama (anche se in lieve vantaggio) e lo sfidante Mitt Romney e una possibile diversità di colore politico tra Camera e Senato. Una ipotesi, quest'ultima, che alimenta un atteggiamento di cautela tra gli investitori. E allora ecco cosa ne pensano gli analisti di alcune delle maggiori banche d'affari sul futuro della prima economia mondiale e ovviamente le diverse strategie di investimento da adottare a seconda di chi vincerà.
 
Vincerà chi avrà un vantaggio in cinque stati chiavi
Il vincitore delle elezioni presidenziali americane sarà chi otterrà un vantaggio in cinque stati chiave: Iowa, New Hampshire, Wisconsin, Nevada, ma soprattutto Ohio. Ne è convinto Alastair Newton, analista politico senior di Nomura. "Se Obama, che avrebbe al momento un vantaggio in tutti questi cinque stati, effettivamente vincerà in Ohio, Iowa, New Hampshire, Wisconsin e Nevada, si aggiudicherà un secondo mandato a prescindere da ciò che accadrà negli altri stati". Simile la previsione di Ing. Secondo il broker olandese, gli Stati decisivi sarebbero soprattutto l'Iowa e l'Ohio.

Gli scenari post elettorali
Sarebbero tre gli scenari possibili per le elezioni presidenziali e per l'economia Usa in prospettiva del fiscal cliff, la cosiddetta "rupe fiscale". A indicarli sono gli esperti di Blackrock Investment Instiitute: un secondo turno di Obama, che porterebbe alla caduta nel precipizio fiscale e a un possibile accordo sulle imposte sui redditi già a gennaio; una vittoria di Romney, che bloccherebbe gli aumenti delle tasse innalzando il tetto dell'indebitamento pubblico dopo un accordo sul bilancio; frenata brusca a fine anno prima di cadere nel precipizio, con un accordo parziale subito e un accordo per il bilancio nell'estate 2013.

Il futuro di Bernanke e della Fed
Oltre al coinquilino della Casa Bianca, in ballo ci sarebbe un'altra nomina/conferma, ovvero quella del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke. A questo riguardo, gli analisti di Nomura prevedono che se Romney vincesse "sarà improbabile che Bernanke si dimetta prima della fine del suo mandato (gennaio 2014)" e che "l'amministrazione Romney cercherà di evitare, per quanto possibile, di criticare apertamente le scelte di Bernanke mentre è ancora presidente (sarebbe controproducente)". Il candidato repubblicano, tuttavia, sembra già impegnato a cercare un nuovo nome per la presidenza Fed che adotti una politica meno accomodante. Se invece l'inquilino della Casa bianca rimanesse Obama, secondo Nomura, si vedrebbe una certa continuità nelle scelte della Federal Reserve. Tra i nomi più citati come possibili candidati (nella lista di Obama) spiccano il Vice Presidente Janet Yellen, e l'ex segretario del Tesoro Larry Summers.
 
Le strategie di investimento a seconda di chi vincerà
Una cosa è certa, le elezioni presidenziali in America avranno un forte impatto sul mercato azionario e obbligazionario. "Se vincerà Romney, gli investitori favoriranno portafogli azionari lunghi e obbligazionari di breve termine e secondo un 16% si assisterà a un rally azionario profondo e sostenuto", rivela un sondaggio condotto da Barclays Capital. In caso, invece, di una vittoria di Barack Obama, gli investitori privilegeranno le obbligazioni (ma anche azioni) su valute e materie prime e le vendite sul mercato azionario saranno lievi e di breve durata.
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