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Elezioni Usa: che ne sarà del mercato azionario americano dopo lo scontro Clinton-Trump

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La sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump per la Casa Bianca sta tenendo banco in tutto il mondo. Dopo il primo dibattito televisivo tra i due candidati, seguito in diretta di ben 100 milioni di persone, l’ex first lady ha staccato il miliardiario newyorchese nei sondaggi, come evidenziato dalla CNN che assegna ora un vantaggio di 6 punti a favore della Clinton. Sicuramente però non è facile prevedere l’impatto che avranno le elezioni presidenziali su Wall Street.

Guardando alle statistiche negli ultimi otto mandati il primo anno di presidenza ha sostenuto l’ascesa dell’indice S&P 500, con una crescita media del 20% ed in altri casi superiore al 30%. “Questa tendenza positiva potrebbe in parte derivare dal fermento che precede le elezioni oppure dalla riduzione dell’incertezza politica o ancora semplicemente da un pizzico di ottimismo legato all’inizio di un nuovo mandato”, spiega Joe Amato, Chief Investment Officer Equities di Neuberger Berman.

Le elezioni tendono quindi ad essere di stimolo per il mercato azionario. Questa volta però potrebbe essere diverso. “La preoccupazione principale è la percezione negativa da parte degli elettori sia di Hillary Clinton sia di Donald Trump, che hanno i rating sfavorevoli più alti di ogni altro candidato presidente nella storia contemporanea. Indipendentemente da chi sarà eletto, la rabbia residua del partito uscito perdente potrebbe intensificare uno stallo già consolidato”, commenta Amato.

L’esperto di Neuberger Berman ritiene che i politici “potrebbero fare affidamento sul denaro facile reso possibile dalla Federal Reserve per salvarli insieme al resto dell’economia. Se a Washington non ci saranno grandi manovre, pare plausibile che il Pil resti incagliato all’1-2% per il prossimo anno”.

Arriva quindi il momento in cui lo scontro elettorale e i probabili stalli pesano sulle attese degli utili futuri e sul trend di crescita. “Queste elezioni smuoveranno le cose tanto da far lavorare i politici insieme, almeno per un po’ di tempo, per far fronte ai problemi”, conclude Joe Amato.