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Elezioni: Juncker alza febbre spread, paventa scenario peggiore. E Mizuho: shortate questi asset contro rischio voto

Il presidente della Commissione europea consiglia all’Unione europea di prepararsi al peggio. Poi ci ripensa.

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Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, consiglia all’Unione europea di tenersi pronta al peggio in Italia e parla di rischio di  reazione forte dei mercati dopo il voto del prossimo 4 marzo. Le dichiarazioni riaccendono la tensione sui mercati italiani e hanno un effetto immediatamente ribassista sui BTP e su Piazza Affari.

Il Ftse Mib cede nei minimi intraday -1,5% e, in chiusura, seppur con perdite ridotte, si conferma il peggiore listino dell’Europa. Le vendite sui BTP allargano lo spread fino a 139 punti, al massimo in due settimane. Il  premier Paolo Gentiloni è costretto a intervenire, mentre verso la serata italiana arriva il dietrofront di Juncker.

Stamattina, tuttavia, lo spread torna a salire in mattinata superando quota 140 e, a pochi giorni dall’appuntamento con le urne, scatta anche l’attenti di alcuni strategist.

Tra questi, si mette in evidenza Peter Chatwell, responsabile della strategia sui tassi dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) per Mizuho, che avverte che il rischio è che gli investitori siano diventati troppo compiacenti riguardo alle conseguenze del voto italiano. E che consiglia, di conseguenza, di proteggersi contro il rischio di un qualsiasi eventuale shock che possa verificarsi dopo il 4 marzo.

Il modo migliore per proteggersi, spiega Chatwell, è “scommettere sull’allargamento dello spread tra i tassi dei BTP e quelli dei bond francesi a 10 anni. Altre buone opzioni sono: shortare l’euro verso il dollaro, puntare long sugli spread swap tedeschi e shortare gli indici azionari italiani.

Mizuho, in particolare, ha un target sullo spread BTP-bond francesi (differenziale tra tassi dei BTP con scadenza nel settembre del 2028 e tassi bond francesi con scadenza nell’ottobre del 2027) di 100 punti base, rispetto agli attuali 88 punti base.

Ricorrendo invece all’euro come hedge contro il rischio, per la banca giapponese gli investitori dovrebbero puntare a un calo della moneta unica fino a $1,18, rispetto agli $1,23 attuali.

Il caso Juncker

In un discorso proferito presso il Centre for European Policy Studies, think tank di Bruxelles, Juncker si è così espresso:

“Dobbiamo tenerci pronti allo scenario peggiore, e lo scenario peggiore potrebbe essere un governo non operativo”  in Italia.

“L’inizio di marzo – ha sottolineato – sarà molto importante per l’Unione europea. C’è il referendum dei socialdemocratici in Germania e ci sono le elezioni italiane, e sono più preoccupato per l’esito delle elezioni italiane che per il risultato del referendum dell’Spd”.

La conseguente tensione che ha infiammato lo spread e Piazza Affari ha portato il premier Paolo Gentiloni a intervenire:

Nel suo intervento a Porta a Porta, il presidente del Consiglio ha affermato:

“Tranquillizzerò (Juncker), i governi sono tutti operativi, non ce ne è uno meno operativo e uno più operativo, i governi governano”, ha detto, aggiungendo che “con il voto non c’è un salto nel buio”.

Juncker stesso ha poi fatto dietrofront, con una nota diffusa nella serata di ieri:

“Le elezioni sono un’occasione di democrazia. E questo si applica anche all’Italia, un Paese a cui mi sento molto vicino. Il 4 marzo gli italiani si recheranno alle urne ed esprimeranno il loro voto. A prescindere da quello che sarà l’esito, ho fiducia che avremo un governo che assicurerà all’Italia di rimanere player centrale dell’Europa, contribuendo al suo futuro”.