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Elezioni italiane: euro/dollaro sotto quota 1,23 dopo voto, “al momento scenario di ingovernabilità” (analista)

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Debolezza dell’euro all’indomani del risultato delle elezioni politiche italiane, parzialmente mitigato dalle indicazioni arrivate arrivate sul fronte governo tedesco. Dalle urne è emerso che il M5S si conferma il primo partito delle elezioni politiche italiane, con il 31% dei voti, il centrodestra la prima coalizione con il 37%. La coalizione di centrosinistra rimane indietro con il 24%, con il PD che affonda sotto il 20% sia alla Camera che al Senato. In questo scenario il cross euro/dollaro rimane sotto la soglia di 1,23, muovendosi in questo momento a 1,2292 (-0,20%).
“Le elezioni del 4 marzo sostanzialmente consegnano agli Italiani un paese ingovernabile. L’ipotesi di un nuovo accordo fra Partito Democratico e Forza Italia – con i numeri che stanno emergendo – non risulta possibile. Si allontana dunque l’ipotesi di un Gentiloni Bis, mentre si aprono nuovi scenari, anche nel centrodestra in seguito al sorpasso della Lega nei confronti di Forza Italia”. E’ questo il commento di Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades.

Ma quale sarà la reazione dei mercati? Questo l’interrogativo che circola da settimane in attesa dell’appuntamento elettorale di ieri. Secondo l’analisi De Casa, “la reazione dei mercati finanziari viene sicuramente mitigata dal voto tedesco, con l’SPD che ha accettato la nuova Grosse Koalition con Frau Merkel. Sui mercati grigi (prima dell’apertura ufficiale di mezzanotte) l’euro dollaro era salito fino a 1,2360, per poi scendere A 1,2320 dopo i primissimi numeri in arrivo dall’Italia. Il recupero dell’euro, derivante dalle news tedesche, è dunque stato azzerato. Gli indici paiono tenere, scontando una sorta di possibile nulla di fatto sul piano politico nel futuro immediato”.

“Al momento lo scenario è quello dell’ingovernabilità – prosegue il capo analista di ActivTrades -. È lecito attendersi una reazione negativa, anche poderosa nell’eventualità di un asse Lega + Movimento 5 stelle, soprattutto se le tematiche legate all’uscita dall’euro dovessero riaffiorare, al momento la vedo relativamente difficile da costruire. Se, invece, si andasse verso una grande coalizione basata sulla figura di Tajani o una figura istituzionale simile, sia l’indice italiano che lo spread sui titoli di stato ne risentirebbero decisamente meno. È chiaro che al momento uno scenario da non trascurare è quello di un governo di scopo per formare una nuova legge elettorale e di un nuovo voto in autunno o ad inizio 2019”.