Elezioni francesi, primo atto con incubo terrorismo. JP Morgan: Frexit, Europa a rischio e alert volatilità

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Mercati finanziari con il fiato sospeso, dopo l’attacco terroristico agli Champs Elysées di Parigi e in vista del primo turno delle elezioni francesi di domenica 23 aprile.

L’attentato, che ha provocato la morte di un agente di polizia è che stato rivendicato dall’Isis, fa salire la tensione in un paese devastato più volte dall’incubo terrorismo. E mentre il presidente francese attualmente in carica, Francois Hollande, convoca una riunione di emergenza del Consiglio della Difesa, gli analisti, i gestori e i mercati stessi si chiedono se l’ultimo ed ennesimo atto di terrore possa condizionare il voto dei francesi che si recheranno alle urne tra meno di 48 ore.

Quattro i principali candidati che si sfideranno nel primo turno delle elezioni: la leader del Front National Marine Le Pen, l’ex ministro dell’Economia e candidato indipendente Emmanuel Macron, il candidato di sinistra Jean-Luc Mélenchon (che in una recente intervista a La Stampa ha tenuto a precisare di non essere di estrema sinistra) e il candidato di centro-destra Francois Fillon, di cui negli ultimi mesi si è parlato non tanto per le sue proposte politiche quanto per lo scandalo Penelopegate, che ha travolto la sua intera famiglia.

Intervistato dalla Cnbc Vincent Juvyns, strategist dei mercati globali presso JP Morgan Asset Management, ritiene che tutto sia possibile visto che, stando almeno a quanto trapela dai sondaggi, lo scarto di vantaggio tra i vari candidati è più o meno risicato. In realtà, dalle ultime rilevazioni emerge che in testa è Macron, seguito comunque a breve distanza da Marine Le Pen. Juvyns ammette di avere ancora diversi dubbi (sul risultato elettorale) e di essere preoccupato di un ulteriore possibile indebolimento del progetto europeo.

“Questa potrebbe non essere la fine, ma sicuramente non velocizzerà il processo di integrazione, che è necessario affinché l’Europa possa andare avanti”.

L’esito definitivo delle elezioni è ancora lontano dall’essere conosciuto. Il primo turno di domenica 23 aprile consegnerà comunque ai francesi i nomi dei due candidati che si sfideranno nell’ultimo scontro fissato per il prossimo 7 maggio. Il nome del nuovo presidente dovrebbe essere successivamente confermato l’11 maggio.

Le aspettative dei mercati sono per un testa a testa tra il centrista Emmanuel Macron e la candidata di estrema destra Marine Le Pen; ma, appena qualche giorno fa, i mercati azionari hanno tremato all’idea che lo scontro finale possa essere invece tra Le Pen e Melenchon, candidati agli antipodi che condividono tuttavia diverse critiche all’euro e all’Unione europea.

In gioco c’è insomma il futuro dell’Europa intera.

Intervistato dal Guardian Michael Hewson, responsabile analista di mercato di CMC Markets UK, dà la sua opinione su come i mercati potrebbero digerire i risultati di domenica e fa notare il balzo riportato ieri dalla borsa di Parigi, che ha outperformato rispetto agli altri indici azionari, “in quanto i mercati hanno iniziato a prezzare la prospettiva che sarà il centrista Emmanuel Macron a sfidare al ballottaggio Marine Le Pen”.

Speriamo, aggiunge Hewson, “che Macron non perda consensi, alla luce dell’attacco terroristico che ha colpito nella notte Parigi, in quanto, considerando almeno gli esigui margini di vantaggio tra i vari candidati, quest’ultimo atto di terrorismo potrebbe influenzare gli eventi, portando gli investitori a considerare la prospettiva di un ballottaggio tra Marine Le Pen e Melenchon, nel secondo turno delle elezioni.

Gli ultimi sondaggi danno a Macron un vantaggio pari al 25%; Marine Le Pen è seconda con il 22% dei voto (esito invariato), mentre Francois Fillon è al 19-20%% e Melenchon al 19,5%.

Ieri l’indice Cac 40 della borsa di Parigi è balzato dell’1,7% circa, riportando il rialzo più forte in sei settimane e, soprattutto, superando la media mobile degli ultimi 50 giorni. Oggi il listino sconta tutti i timori relativi non solo alle incertezze sull’esito del voto di domenica, ma anche o forse soprattutto le conseguenze che l’attacco terroristico potrebbe avere sugli elettori. Elettori che potrebbero, dopo l’attacco di Parigi, sentirsi ancora più fragili e decidere dunque di dare il loro voto a Le Pen, nota per le sue posizioni contro l’immigrazione. Tra l’altro, Le Pen ha commentato l’attacco terroristico a Les Champs Elysees chiedendo al governo di riattivare i confini francesi e di espellere immediatamente tutti i sospettati dai servizi di intellinge che si trovano nel territorio del paese. “Basta con le regole di Schengen, e basta con l’ingenuità”, ha detto.

Le Pen alla carica dunque. Le sue posizioni contro l’euro e l’Unione europea vengono viste come una vera e propria minaccia per l’esistenza stessa della moneta unica e del blocco.

A tal proposito, Juvyns di JP Morgan Asset Management sottolinea che, “in un contesto in cui due sono i candidati (Le Pen e Melenchon) che hanno manifestato l’intenzione di lavorare sull’opzione ‘Frexit’ una volta eletti, queste elezioni hanno implicazioni che vanno al di là dei confini francesi.

E, “sebbene ci siano ostacoli legislativi decisamente alti per concretizzare una eventuale Frexit, a questo punto tutti possono dire che niente è impossibile. In una situazione del genere, il progetto europeo è sicuramente a rischio, la volatilità potrebbe aumentare sui mercati finanziari e potremmo trovarsi in una situazione simile a quella della crisi dei debiti sovrani europei del 2012″.

Juvys di JP Morgan tenta di fare previsioni anche sulla forma che il nuovo governo francese potrebbe prendere dopo le elezioni, a seconda dei risultati:

“In caso di vittoria di Francois Fillon e di Emmanuel Macron, in teoria si dovrebbe riuscire a formare un governo stabile, dal momento che i due candidati beneficiano di un ampio sostegno – diretto o indiretto – in entrambe le Camere. Se vincesse Marine Le Pen o Jean-Luc Melenchon, le sfide sarebbero maggiori per il basso supporto che entrambi hanno sia alla camera alta che in quella bassa”.

Quali gli effetti sull’euro e su altri asset finanziari?

In una nota diffusa lo scorso venerdì, così ha scritto United Overseas Bank:

“Crediamo che l’euro subirebbe un forte danno se sia Le Pen che Melenchon riuscissero ad arrivare al secondo turno”.  Una vittoria di entrambi al primo turno e dunque uno scontro Le Pen-Melenchon nel ballottaggio del 7 maggio viene considerato comunque il peggiore scenario per i mercati, e United Bank Overseas ritiene che ci sia una probabilità solo del 25% che si arrivi a un tale risultato.

In questo caso, comunque, a soffrire sarebbe soprattutto il rapporto euro-dollaro, che rischierebbe di scivolare sotto il valore minimo di quest’anno, pari a $1,0340. Se inbece i vincitori di questo primo turno saranno Macron e Le Pen, come i sondaggi finora lasciano presagire, “l’euro-dollaro potrebbe risalire a $1,09”. La banca non prevede tuttavia che il cambio possa muoversi in alto più di tanto.

Jordan Rochester, strategist del forex presso Nomura ha sottolineato inoltre in una ricerca recente che i mercati assegnano una probabilità relativamente bassa a una vittoria di Le Pen.

“Se Marine Le Pen non dovesse riuscire neanche a prendere al primo turno i voti attesi, i mercati ridurrebbero in modo considerevole la prospettiva di un evento-rischioso nel secondo turno e l’euro segnerebbe un rally. Se tuttavia Le Pen guadagnasse più voti di quelli attesi (staccando al rialzo di molto il consenso assegnatole dai sondaggi) o se, in modo ancora più sorpredente, Macron non riuscisse ad arrivare al secondo turno, allora credo che il mercato rivaluterebbe in modo serio i rischi”.

A quel punto, secondo Rochester, l’euro sarebbe probabilmente colpito dai sell off e lo spread tra i bond francesi e quelli tedeschi si amplierebbe.

Così commenta Philippe Dauba-Pantanacce, analista di geopolitica globale presso Standard Chartered, nel far notare come il premio sul rischio sia cresciuto in vista delle elezioni francesi:

“Abbiamo già assistito a un rialzo del premio sul rischio sui bond governativi francesi, ma parlando con i trader sul forex, in particolare con chi fa trading sulle opzioni, si nota che il premio sulla volatilità è salito ancora di più. Molto interessante è chi fa trading sulla volatilità non è più sicuro se puntare su un maggiore premio sul secondo turno o sul primo turno delle elezioni, a causa della recente rimonta di Jean-Luc Mèlenchon”.