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Elezioni francesi: è rally Macron, banche +10% a Parigi. Ma El-Erian frena gli entusiasmi

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I mercati azionari superano lo scoglio del primo turno delle presidenziali francesi, che consegna al ballottaggio il leader di En Marche! ed ex ministro dell’economia Emmanuel Macron e la numero uno del Front National, Marine Le Pen. Le Borse guardano soprattutto al vantaggio del candidato indipendente, che si è confermato primo in termini di popolarità raccogliendo un consenso pari al 23,55%, rispetto al 21,97% incassato dalla rivale, nota per le sue posizioni contro l’immigrazione e per i forti attacchi all’Unione europea e all’euro.

Immediata la reazione dell’euro, che ha brindato al vantaggio di Macron balzando di quasi 100 pips, superando la soglia di $1,09, al record dallo scorso 11 novembre.

Gli acquisti sull’euro hanno portato il Dollar Index a capitolare per la prima volta dal 4 ottobre scorso al di sotto della media mobile degli ultimi 200 giorni, precipitando al di sotto dei 99 punti per la prima volta, anche in questo caso, dallo scorso 11 novembre. E i forti smobilizzi dei contratti assicurativi acquistati dai trader per proteggersi contro eventuali forti ribassi dell’euro si sono tradotti in un vero e proprio crash della volatilità implicita del cambio euro/dollaro.

L’effetto Macron ha contagiato anche Wall Street, con i futures sul Dow Jones volati di circa 200 punti; le vendite hanno invece colpito gli asset rifugio: giù le quotazioni dell’oro e i futures sui Treasuries.

Acquisti sulla borsa di Parigi, dove le banche segnano un corposo rally: Société Générale, BNP Paribas, Credit Agricole, Natixis mettono a segno balzi tra il 10% e l’11%.

Tuttavia, dopo qualche ora dalla diffusione dei risultati del voto in Francia, l’euforia ha iniziato a smorzarsi, almeno sul forex: l’euro, che era balzato fino al record di $1,0935, è sceso durante le contrattazioni asiatiche sotto la soglia di $1,09, a quota $1,0825.

Intervistato dalla Cnbc Marc Chandler, responsabile globale della strategia valutaria di BBH, ha commentato il dietrofront affermando che, dopo tutto, il mercato aveva in parte scontato il vantaggio di Macron. E ha aggiunto che “quanto si può desumere da questo, così come è accaduto nel caso delle elezioni in Olanda dell’inizio di quest’anno, è che non esiste un’ondata populista e nazionalista che si sta diffondendo in tutto il mondo”.

Chandler ha citato l’esempio del partito euroscettico tedesco AFD che, in vista delle elezioni in Germania, si sta indebolendo sempre di più.

In un editoriale pubblicato su Bloomberg Mohamed A. El-Erian, responsabile consulente economico di Allianz ed ex ceo di Pimco, ha invitato tuttavia alla cautela, in quanto il rischio Le Pen non è affatto rientrato.

Nel prevedere la performance dei mercati da qui fino al 7 maggio, giorno in cui ci sarà il ballottaggio tra Macron e Le Pen, El-Erian ha scritto: “gli asset rischiosi e gli spread sui bond francesi e periferici eviteranno il sell off da volatilità che sicuramente avrebbero sofferto nel caso in cui, a passare al secondo turno delle elezioni, fossero stati Le Pen e Jean-Luc Melenchon, leader della sinistra radicale. In questa situazione, il rischio di una fuga di capitali dal sistema bancario francese sarà significativamente minore. Allo stesso tempo, i mercati non sperimenteranno quell’estrema gioia che si sarebbe ottenuta con il risultato opposto, ovvero con un ballottaggio tra Fillon e Macron.

Secondo l’esperto:

“La reazione iniziale dei mercati al risultato effettivo del primo turno delle elezioni presidenziali dovrebbe essere positiva per gli asset rischiosi e per l’euro, sebbene non necessariamente entusiastica. Il grado del rally dipenderà da quello che i numeri finali diranno sulla forza di Le Pen, soprattutto ora che Fillon e Benoit Hamon, il candidato del partito socialista che è stato brutalmente sconfitto, si sono affrettati a dare il loro appoggio a Macron per il ballottaggio del 7 maggio“.

El-Erian va oltre e anticipa che, se lo scenario di una vittoria di Macron diventasse realtà, i mercati cancellerebbero la Francia dalla lista delle possibili cause di choc sistemici.

E i sospiri di sollievo, nell’immediato, andrebbero ben oltre i mercati. Le due banche centrali Bce e Swiss National Bank potrebbero limitare i piani messi a punto per stabilizzare i mercati attraverso misure eccezionali per evitare forti oscillazioni delle valute, almeno per ora. Il governo greco si sentirebbe lievemente più fiducioso sulla possibilità di evitare un nuovo scoglio del debito durante l’estate, sebbene abbia ancora bisogno di risolvere le differenze con i partner europei e con il Fondo Monetario Internazionale.

Ma El-Erian avverte che sarebbe prematuro, per gli investitori, ritenere che una eventuale vittoria di Macron possa indicare che l’ondata di anti-stablishment che si è concretizzata con la Brexit e con la presidenza di Donald Trump si sia dissipata (..) A suo avviso, è “troppo presto dichiarare la fine di un fenomeno che ha trasformato l’improbabile, se non l’impensabile, nella realtà”.

L’economista tiene a precisare anche che, a conferma della forte crisi che vivono i partiti tradizionali, Macron è riuscito a superare il primo turno grazie alla nascita di un movimento, più che al sostegno di un partito.