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Elezioni e spread: il candidato radicale guadagna posizioni in Francia ma a salire è lo spread BTp-Bund, massimi da febbraio 2014

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Torna lo spettro spread all’interno del mercato secondario dei titoli di Stato dell’Eurozona, con le elezioni francesi praticamente alle porte ed un esito reso ancor più incerto dalla recente ascesa nei sondaggi del candidato della sinistra alternativa Jean-Luc Mélenchon, che secondo Bloomberg avrebbe agganciato il repubblicano Fillon e sarebbe ad un passo dal duo di testa Macron-Lepen.

In questo quadro gli investitori stanno acquistando a pieni mani il “sicuro” Bund tedesco a dieci anni, con il rendimento sceso sui minimi dal 27 febbraio scorso al 0,207%. Nonostante il clima incandescente d’Oltralpe, il movimento del Bund risulta maggiormente penalizzante al confronto con la curva dei tassi italiana.

Mentre l’Oat prezza uno yield dello 0,948% (spread a 74,2 punti base circa, livelli di fine febbraio scorso), il rendimento del decennale nostrano questa mattina viaggiava sopra i 2,247%, percentuali che hanno fatto lievitare in differenziale contro la carta tedesca a 204,9 punti base, praticamente i massimi dal febbraio del 2014.

“Il rialzo degli spread è da collegare da un lato a vendite sui titoli periferici e dall’altro alla prosecuzione del calo del tasso decennale bund”, sostengono gli esperti dell’Ufficio Studi di Mps Capital Service. E tutto ciò proprio nel mese che ha visto il primo step dell’allentamento quantitativo della BCE, con gli acquisti dei titoli di Stato scesi da 80 miliardi mensili a 60 miliardi mensili.

In un clima che si potrebbe definire quantomeno incandescente il vicepresidente della BCE Vitor Constancio ha gettato acqua sul fuoco ieri, ribadendo che “la politica monetaria dell’Istituto è appropriata ed a questo stadio è prematuro parlare di revisione”.

A poco meno di due settimane dal voto, l’inserimento dell’outsider della sinistra più radicale all’interno della corsa a tre per l’Eliseo potrebbe dunque determinare “una dose ancora maggiore d’incertezza all’interno della corsa all’Eliseo”, ha commentato un analista interpellato dalla redazione.

Se il trend sarà confermato, a 12 giorni dal primo turno la Francia si ritrova praticamente con quattro candidati, ciascuno con percentuali intorno al 20% e con uno scarto minimo l’uno dall’altro, scenario che rende aperto a qualunque risultato l’esito finale delle elezioni e dunque più volatile il quadro dei mercati finanziari che come abbiamo imparato prediligono la certezza, anche all’interno di eventi considerati negativi.