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Elezioni di mid term e Wall Street: il 2019 rischia di essere difficoltoso per economia e mercati

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Americani alle urne oggi per le elezioni di midterm, determinanti per capire chi controllerà Camera e Senato a stelle e strisce. In gioco difatti ci sono tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 seggi del Senato e in più saranno eletti i governatori di 36 Stati. L’ultimo sondaggio di RealClearPolitics dà il Senato ai repubblicani con 50 seggi a 44 e la Camera ai democratici con 203 a 196), mentre nella corsa dei governatori vince 21 a 18 il Grand old party. Tra i gestori prevale la convinzione che le midterm election partoriranno un Congresso diviso.

Previsioni economiche

Secondo Anna Stupnytska, Global Economist Fidelity International e Wen-Wen Lindroth, Senior Credit Analyst Fidelity International lo scenario di riferimento vede un Congresso diviso, con il PIL degli Stati Uniti che subirà un arresto, scendendo al di sotto della previsione di Bloomberg del 2,5% nel 2019 e dell’1,9% nel 2020. Il principale motore di questo rallentamento – dicono gli analisti –  sarà la combinazione di un attenuarsi degli stimoli fiscali e di condizioni fiscali più severe. La combinazione di crescita rallentata e inflazione ragionevolmente ancorata ci porta a presupporre – dicono gli analisti – che la FED potrebbe mettere in pausa il suo ciclo rialzista in un momento non ben precisato dell’anno prossimo. “La nostra attuale aspettativa è di altri due rialzi – uno a dicembre e l’altro nella prima metà del 2019; questo si collocherebbe al di sotto del percorso di aumento dei tassi che la stessa FED aveva tracciato, così come mostrato nel suo dot plot, e leggermente al di sotto delle aspettative generali”.

Le implicazioni sui mercati

Per quanto riguarda i mercati, secondo gli analisti di Fidelity nel 2019 i rendimenti decennali USA si aggireranno intorno al 3.2%, il dollaro si deprezzerà e i mercati azionari rimarranno nei parametri. Nel breve termine, un controllo da parte dei Democratici della Camera è già ampiamente atteso dai mercati- anche se le reazioni potrebbero essere influenzate dal margine di vittoria predetta dei Democratici. Un piccolo rialzo (un risultato elettorale dei Democratici superiore alle aspettative) o un piccolo sell-off (un risultato inferiore alle aspettative) potrebbe riflettersi sui titoli del Tesoro statunitensi una volta confermati i risultati elettorali. “Per quanto riguarda il mercato azionario statunitense” aggiungono “ci aspettiamo che l’impatto possa essere negativo qualora i Democratici sorprendessero in positivo, mentre sarebbe favorevole per il mercato azionario se invece andasse peggio del previsto. In entrambi i casi, comunque, queste reazioni sarebbero di breve durata”.

Come si comporterà il dollaro

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM, che indica al 60% le probabilità di esito delle elezioni di midterm con un Congresso diviso,  il dollaro dovrebbe reagire con un deprezzamento fino ad inizio dicembre e poi in rafforzamento . “In questo caso nel breve l’incertezza potrebbe portare il dollaro a deprezzarsi lievemente (fino ad 1,16?) a causa dei timori di incertezza politica tale da rendere difficile anche l’approvazione della legge di bilancio e quindi rischio shutdown” dice l’analista.

Il deprezzamento del dollaro però, conclude Cesarano, potrebbe esser occasione per acquistar dollari in vista di dicembre quando potrebbe essere annunciata una nuova operazione Tltro (altrimenti spostata a marzo, ossia poco prima delle elezioni europee di maggio) e su Fed che il 19 dicembre potrebbe confermare il percorso graduale di rialzo tassi, senza escludere per ora il posizionamento dei Fed Fund anche sopra il 3% alla fine del percorso.