Elezioni 2013, Financial Times: l'Italia rischia un voto di instabilità

Inviato da Floriana Liuni il Ven, 22/02/2013 - 09:28
Il Financial Times segue da vicino le vicende elettorali italiane, e anche oggi non fa mancare il proprio commento su un evento - le elezioni del prossimo weekend - che, stando al quotidiano britannico, è più imprevedibile che mai nel suo esito.
 
Secondo un esperto in mercato del debito citato dal quotidiano d'Oltremanica, i rendimenti dei titoli decennali italiani, vicini ai loro minimi da due anni grazie all'intervento della Bce, sono un chiaro esempio di scollamento tra sentiment di mercato e fondamentali Paese, soprattutto in presenza del sesto calo trimestrale consecutivo nel Pil, caduto a livelli di dieci anni fa. Gli investitori infatti, avverte l'FT, potrebbero mal valutare questi fondamentali, che non scongiurano affatto il rischio di una ristrutturazione del debito pubblico da 2 mila miliardi al 126% del nostro Paese, secondo nell'Eurozona solo a quello della Grecia.

Solo un governo forte e stabile, osserva il quotidiano inglese, potrà continuare il processo di riforma iniziato dal governo di tecnici guidato da Monti. Tuttavia lo scenario peggiore che potrebbe uscire dalle urne è la vittoria alla Camera di una coalizione di centro sinistra che non sia in grado di raggiungere la maggioranza in Senato, dove turbolenze potrebbero essere create dal centro destra: determinante in questo senso sarà l'esito elettorale nelle quattro maggiori regioni italiane.

La vittoria del centro sinistra rischia quindi di dare vita a una coalizione troppo frammentata per rispondere alle esigenze dell'Italia: secondo il Financial Times, in caso di vittoria Bersani avrà bisogno della credibilità internazionale di Monti se vorrà porre in essere le riforme di crescita necessarie alla fine del periodo di austerity, a cui proprio il governo tecnico aveva dato inizio.
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